Cassazione Penale, Sentenza n. 45487/2023 del 10/11/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Palermo che aveva confermato la sua condanna per il reato di falso fidefacente (falso per induzione) in relazione alla redazione di una scheda di frazionamento di un terreno: la variazione era stata presentata dall'imputato facendo risultare falsamente di avere ricevuto incarico dall'usufruttuaria e accompagnata da una relazione tecnica e da una dichiarazione apparentemente sottoscritta dalla nuda proprietaria. In appello l'agronomo Francesco Russotto (fornitore della relazione) era stato assolto. Il ricorrente ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: (1) violazione degli artt. 192 e 533 c.p.p. e carenza/manifesta illogicità/contraddittorietà della motivazione, lamentando che la Corte d'appello non ha chiarito il ruolo concreto e la efficacia causale del contributo del Lo Guasto, specie dopo l'assoluzione dell'autore materiale; (2) estinzione del reato per prescrizione intervenuta prima della sentenza di appello.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha annullato la sentenza impugnata agli effetti penali perché il reato è estinto per prescrizione (è decorso il termine massimo di prescrizione: anni dodici e mesi sei dalla data del fatto, tenendo conto delle sospensioni indicate, compresa la sospensione per pandemia Covid-19) e ha annullato la sentenza agli effetti civili con rinvio al giudice civile competente per valore in grado di appello. La Corte ha inoltre rilevato un grave vizio argomentativo nella motivazione della Corte territoriale, che non ha ricostruito il ruolo concreto del Lo Guasto né spiegato la sua effettiva responsabilità, difetto particolarmente significativo alla luce dell'assoluzione del tecnico Russotto.
Norme richiamate
art. 192 cod. proc. pen.
Invocata dal ricorrente per censurare la motivazione della sentenza; la Cassazione rileva carenza argomentativa in relazione all'obbligo di motivazione nella ricostruzione del fatto e del ruolo dell'imputato
art. 533 cod. proc. pen.
Richiamato dal ricorrente tra le norme procedurali la cui violazione sarebbe stata commessa per insufficiente e contraddittoria motivazione; la Corte ha ritenuto sussistente un vizio motivazionale della sentenza impugnata
norme sulla prescrizione penale
La Cassazione ha calcolato il decorso del termine massimo di prescrizione (anni 12 e mesi 6 dalla data del fatto) tenendo conto delle sospensioni per impedimenti delle parti e della sospensione emergenziale per la pandemia da Covid-19, con la conseguente estinzione del reato
Massime di principio
- Una sentenza penale deve ricostruire chiaramente il ruolo concreto di ciascun imputato: se manca tale ricostruzione la motivazione è viziata e la decisione può essere annullata in Cassazione
- L'assoluzione dell'autore materiale rende ancor più necessario che il giudice spieghi come e perché il contributo dell'imputato diverso dall'autore materiale abbia avuto efficacia causale; in mancanza la motivazione è insufficiente
- Le questioni relative alla prescrizione devono essere calcolate con precisione, includendo tutte le sospensioni (per impedimenti delle parti e cause straordinarie come la sospensione Covid-19); il decorso del termine può determinare l'estinzione del reato anche se la condanna era stata pronunciata in grado d'appello
- L'annullamento agli effetti civili con rinvio è la conseguenza quando la decisione penale viene cassata per vizi gravi o prescrizione: le pretese civili potranno essere rinnovate davanti al giudice civile competente per valore
- In situazioni con più soggetti coinvolti (autore materiale, estensore di atti tecnici, presunto promotore o istigatore), il giudice deve motivare separatamente la responsabilità di ciascuno e la loro eventuale autonomia di azione
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