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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34869/2023 del 11/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile l'appello cautelare avverso l'ordinanza del G.i.p. del 16/01/2023 che aveva rigettato la revoca o sostituzione degli arresti domiciliari. Il ricorrente deduceva violazione di legge per errata applicazione dell'art. 299, comma 3, c.p.p., sostenendo che l'obbligo di notificare l'istanza alle persone offese sussisterebbe solo quando esista una "relazione qualificata" tra autore e vittima e un concreto pericolo di recidiva nei confronti della stessa vittima; nel caso di specie, la rapina era estemporanea e dunque mancherebbero tali requisiti.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché manifestamente infondato. La Corte ha richiamato l'orientamento delle Sezioni Unite (n. 17156/2021) secondo cui, nei procedimenti per delitti commessi con violenza alla persona, l'obbligo di notificare la richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare ex art. 299, comma 3, c.p.p. non richiede necessariamente l'esistenza di un pregresso rapporto tra autore e vittima né la dimostrazione di un concreto pericolo di recidiva specificamente verso quella vittima. Sono state condannate le spese processuali e disposto, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., il pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 299, comma 3, cod. proc. pen.

    La Corte ha interpretato l'art. 299, comma 3, c.p.p. alla luce della giurisprudenza delle Sezioni Unite nel senso che la notifica dell'istanza di revoca/sostituzione della misura cautelare alle persone offese non è subordinata all'esistenza di un rapporto pregresso tra autore e vittima né alla prova di un rischio di recidiva specifico verso quella vittima quando si tratta di delitti commessi con violenza alla persona.

  • Sez. Unite, n. 17156 del 30/09/2021 (sentenza Gallo)

    Pronuncia di legittimità richiamata come parametro interpretativo: afferma la non necessità di un rapporto qualificato o di un rischio di recidiva specifico per attivare l'obbligo di notifica alle persone offese nei delitti con violenza alla persona.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma che consente di irrogare sanzioni pecuniarie (versamento alla Cassa delle ammende) quando il ricorso è inammissibile per colpa o per altri profili che integrano responsabilità nella determinazione della causa di inammissibilità; applicata per comminare l'importo di euro 3.000.

  • art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. L. 176/2020) e art. 16, d.l. 30 dicembre 2021, n. 228 (conv. L. 15/2022)

    Richiamate le disposizioni procedurali che regolano le modalità di esame del ricorso in sede di legittimità, confermando la regola procedurale applicata per l'esame del ricorso in questa sede.

Massime di principio

  • La notifica dell'istanza di revoca o sostituzione della misura cautelare alle persone offese (art. 299, comma 3, c.p.p.) è obbligatoria nei delitti commessi con violenza alla persona senza che sia necessariamente richiesto un rapporto pregresso tra autore e vittima o la prova di un concreto pericolo di recidiva nei confronti di quella specifica vittima.
  • Gli orientamenti della Corte di legittimità a Sezioni Unite prevalgono su precedenti interpretazioni più restrittive; le difese devono tenere conto della giurisprudenza più recente quando contestano l'applicazione dell'art. 299 c.p.p.
  • In caso di ricorso manifestamente infondato o formato senza tener conto dell'orientamento giurisprudenziale dominante, il ricorrente può essere condannato alle spese e a sanzioni pecuniarie ex art. 616 c.p.p.; valutare sempre il rischio di condanna alla Cassa delle ammende.
  • Anche quando il fatto è 'estemporaneo' o privo di relazione qualificata tra autore e vittima (es. rapina occasionale), la norma può trovare applicazione: la difesa deve cercare di distinguere il caso dal principio delle Sezioni Unite o proporre argomentazioni di diritto che ne contestino l'applicabilità concreta.
  • Pratica consigliata per la difesa: aggiornare sempre le argomentazioni giurisprudenziali, documentare eventuali differenze fattuali rilevanti rispetto ai precedenti delle Sezioni Unite e, se possibile, sollevare profili procedurali alternativi (es. vizi formali nella richiesta di notifica) per evitare l'inammissibilità.

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