Sentenza del 08/11/2017 n. 26454 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società aveva impugnato gli avvisi di accertamento ICI relativi agli anni 2006 e 2007, con i quali il Comune aveva recuperato una maggiore imposta ritenendo edificabile il terreno e determinandone il valore venale sulla base della volumetria realizzabile e dei valori comunali per metro cubo. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato gli avvisi per carenza di motivazione, ritenendo necessaria l'allegazione della delibera comunale di determinazione dei valori e l'indicazione dell'iter tecnico-giuridico seguito dall'ente. Il Comune ha proposto ricorso per cassazione, sostenendo che gli avvisi fossero sufficientemente motivati, che le delibere comunali fossero atti normativi o amministrativi generali soggetti a pubblicazione e non necessariamente da allegare, e che l'edificabilità e i criteri di calcolo fossero conoscibili dalla contribuente.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il primo motivo, escludendo che la CTR fosse incorsa in ultrapetizione, ma ha accolto i motivi dal secondo al quinto. Ha stabilito che le delibere comunali aventi contenuto generale sulla determinazione dei valori delle aree edificabili, se regolarmente pubblicate, non devono essere necessariamente allegate agli avvisi di accertamento. Inoltre, ha ritenuto che la CTR avesse valutato erroneamente il contenuto degli avvisi, poiché l'edificabilità dell'area e i criteri di determinazione del valore risultavano conoscibili dalla contribuente, anche alla luce della sua partecipazione al programma urbanistico e degli strumenti urbanistici comunali. La sentenza della CTR è stata cassata e la causa rinviata ad altra sezione della Commissione Tributaria Regionale della Toscana, anche per la liquidazione delle spese e per l'eventuale esame delle ulteriori questioni.
Norme richiamate
Legge n. 212 del 2000, art. 7
Obbligo di allegazione o riproduzione nell'atto degli atti richiamati, quando necessari a rendere comprensibili le ragioni della decisione
L'obbligo riguarda gli atti necessari a comprendere le ragioni giuridiche e i presupposti di fatto dell'accertamento. Sono esclusi gli atti irrilevanti e quelli a contenuto normativo o generale, come delibere e regolamenti comunali regolarmente pubblicati e quindi legalmente conoscibili.
Legge n. 241 del 1990, art. 3
Obbligo di motivazione dei provvedimenti amministrativi
L'avviso deve esporre in modo sufficiente i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche della pretesa, così da consentire al contribuente di comprendere l'accertamento e di difendersi.
D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 5
La base imponibile delle aree fabbricabili è costituita dal valore venale in comune commercio
Il valore dell'area edificabile può essere determinato considerando elementi quali la zona territoriale, l'indice di edificabilità, la destinazione d'uso e la volumetria realizzabile.
D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 59
Facoltà dei Comuni di determinare periodicamente e per zone omogenee i valori venali delle aree fabbricabili
Le delibere comunali sui valori venali hanno funzione orientativa e predeterminativa; il contribuente che versa l'imposta su un valore non inferiore a quello stabilito beneficia della limitazione del potere di accertamento comunale.
D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 59, comma 1, lett. g)
Determinazione dei valori venali in comune commercio delle aree fabbricabili
Il Comune può fissare valori di riferimento per zone omogenee, purché attraverso atti adottati e pubblicizzati secondo le forme previste.
D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater
La Corte ha escluso la sussistenza dei presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Massime di principio
- Le delibere e i regolamenti comunali a contenuto generale, se regolarmente pubblicati, non devono essere necessariamente allegati all'avviso di accertamento: è sufficiente che l'atto impositivo indichi in modo comprensibile i criteri applicati.
- La motivazione dell'avviso deve consentire al contribuente di ricostruire la pretesa fiscale e di difendersi; non è però necessario riportare ogni dettaglio tecnico o allegare ogni atto normativo richiamato.
- Per l'ICI e, in linea generale, per i tributi immobiliari, l'edificabilità dell'area può risultare dalla qualificazione urbanistica attribuita dal Comune, anche prima dell'approvazione regionale definitiva o dell'adozione di strumenti attuativi.
- La conoscenza concreta del contribuente, desumibile anche dalla partecipazione a procedimenti urbanistici o dalla documentazione già in suo possesso, può escludere che eventuali omissioni formali dell'amministrazione abbiano compromesso il diritto di difesa.
- La determinazione comunale del valore venale limita il potere di accertamento quando il contribuente dichiara e versa l'imposta su un valore non inferiore a quello predeterminato, ma non impedisce in assoluto ogni verifica sul valore effettivo dell'area.
- In caso di cassazione con rinvio, la decisione non definisce necessariamente in via definitiva la debenza dell'imposta: il giudice di rinvio deve riesaminare la controversia applicando i principi stabiliti dalla Corte.
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