Cassazione Penale, Sentenza n. 42286/2022 del 09/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva disposto il sequestro preventivo del comparto edificatorio di housing sociale realizzato su terreno di proprietà della SHS s.r.l., di cui Elefante è amministratore, per ipotesi di abuso d'ufficio e lottizzazione abusiva: si contestava l'illegittimità delle autorizzazioni urbanistiche (contrastanti, secondo l'accusa, con le norme regionali sulla housing sociale) e si eccepivano vizi motivazionali e interpretativi (in particolare sulla possibilità di deroga al PUT richiamata dall'art. 12-bis L.R. 19/2009 e sull'accertamento della colpa/ dolo), nonché l'insufficiente accertamento dell'inesistenza della buona fede dei terzi (SHS) ai fini del sequestro ex art. 335-bis c.p.
La decisione
Il ricorrente ha rinunciato al ricorso (dichiarazione del difensore pervenuta il 25/10/2022). Per effetto della rinuncia il ricorso è stato dichiarato inammissibile ai sensi dell'art. 591, comma 1, lett. d) cod. proc. pen. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 500,00 in favore della Cassa delle ammende, secondo i criteri di equità richiamati dal Collegio e dalla giurisprudenza costituzionale citata.
Norme richiamate
Legge Regionale Campania n. 35/1987, artt. 9 e 12
Le norme regolano gli interventi di housing sociale limitandoli ad aree urbane degradate; il Tribunale ha ritenuto che l'intervento contestato contrastasse con tali previsioni
Legge Regionale Campania n. 19/2009, art. 12-bis
La norma è stata invocata dalle parti in ordine alla possibilità di deroga agli strumenti urbanistici; il Collegio ha ritenuto infondato l'assunto della possibilità di una deroga generale che legittimasse l'intervento, richiamando anche l'art. 7, comma 2, e i pareri amministrativi e tecnici che escludevano la deroga
D.P.R. n. 380/2001, art. 44, comma 1, lett. C
Richiamato come parametro per l'accertamento dell'illegittimità dell'intervento (imputazione provvisoria con riferimento agli illeciti edilizi)
D.Lgs. n. 42/2004, art. 181, comma 1-bis
Citato come parte della originaria imputazione rispetto ai vincoli paesaggistici e alle norme sulla tutela dei beni culturali
Codice penale, art. 335-bis
Norma richiamata in ordine alla previsione della confisca obbligatoria per reati contro la pubblica amministrazione e alla possibilità di sequestro preventivo quale strumento per assicurare la confisca del profitto del reato; il Tribunale ha ravvisato pertinenzialità e periculum in mora nel comparto edificatorio
Codice penale, art. 240, comma 1
Richiamato per relationem nel contesto della confisca delle cose che costituiscono profitto del reato
Codice di procedura penale, art. 591, comma 1, lett. d)
Applicato per dichiarare l'inammissibilità del ricorso in Cassazione in conseguenza della rinuncia del ricorrente
Sentenza Corte costituzionale 13 giugno 2000, n. 186
Richiamata per il criterio di non aggravare la sanzione pecuniaria quando non sussistono elementi che la parte abbia proposto il ricorso con colpa; utilizzata come parametro per la liquidazione equitativa di euro 500,00 a favore della Cassa delle ammende
Massime di principio
- La rinuncia al ricorso in Cassazione determina, di regola, l'inammissibilità del gravame ai sensi dell'art. 591 c.p.p. e comporta la condanna alle spese processuali; prima di rinunciare valutare attentamente le conseguenze procedurali ed economiche
- Per ottenere o resistere a misure cautelari reali (sequestro preventivo) il Collegio valuta il fumus commissi delicti e il periculum in mora; non è necessario un giudizio pieno sulla colpevolezza, ma la motivazione deve mostrare elementi indicativi dell'illegittimità e dell'utilità del sequestro (es. pertinenzialità e profitto del reato)
- Quando il sequestro riguarda beni riconducibili a terzi (es. società terza proprietaria), è essenziale che il giudice valuti l'eventuale buona fede del terzo: l'assenza di tale accertamento può costituire motivo di impugnazione
- In controversie urbanistiche/edilizie è determinante l'interpretazione delle norme regionali e la documentazione tecnica/amministrativa: affidarsi a interpretazioni non corroborate da atti amministrativi o da solide argomentazioni può rendere vulnerabile la posizione del privato
- Se la doglianza verte su motivazioni riferite per relationem ad altri provvedimenti, il giudice che decide deve comunque aver cura di richiamare e rendere disponibile il materiale richiamato o motivare adeguatamente la sua applicazione al caso concreto
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