Cassazione Penale, Sentenza n. 31934/2024 del 05/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione in Cassazione dell'ordinanza del Tribunale del Riesame di Brindisi che aveva annullato il decreto del G.I.P. del 17/10/2023 e disposto il dissequestro dell'unità immobiliare in Brindisi (via Aleandro n.1, int.19, p.5). Il Procuratore censura la mancata valutazione del fumus del reato di invasione di edifici (art. 633 c.p.) e della causa aggravante (art. 639-bis c.p.), sostenendo che gli indagati non avevano mai avuto il possesso dell'abitazione, che l'occupazione si era protratta nel tempo e che il subentro era avvenuto senza titolo legittimo, anche mediante un accordo di scambio ritenuto fraudolento e in violazione della legge regionale Puglia n.10/2014.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendolo generico e manifestamente infondato. Ha confermato la corretta valutazione del Tribunale del Riesame secondo cui mancava il fumus del reato di invasione di edifici: il subentro di Maggi Bryan e D'Adamo Maria nell'immobile era avvenuto in conformità alla richiesta di scambio autorizzata dal Comune di Brindisi (determinazione di dicembre 2021) e alla legge regionale n.10/2014, per cui il comportamento non integra necessariamente l'introduzione arbitraria prevista dall'art. 633 c.p. La Corte ha osservato che eventuali violazioni amministrative o civilistiche relative all'assegnazione non sono di per sé idonee a configurare il reato penale senza ulteriori elementi di frode o falsificazione debitamente provati.
Norme richiamate
art. 633 cod. pen.
Richiede un'introduzione arbitraria e dall'esterno per integrare il reato di invasione di terreni o edifici; il subentro autorizzato dal precedente detentore non costituisce automaticamente invasione penalmente rilevante
art. 639-bis cod. pen.
Aggravante applicata nel caso di occupazione di alloggi popolari; la Corte ha ritenuto che, anche con l'aggravante, occorrono elementi che provino l'introduzione arbitraria e la condotta illecita penale, non soltanto irregolarità amministrative
Legge regionale Puglia n. 10 del 2014
legge regionale n. 10/2014
Norma regolatrice delle assegnazioni e degli scambi di alloggi; l'autorizzazione comunale allo scambio, resa in conformità alla legge regionale, ha ridotto la rilevanza penale del comportamento, collocandolo nell'ambito di osservazioni amministrative/civilistiche salvo prova di frode
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 2, n. 15874 del 30/01/2019, Sannais)
Sez. 2, n. 15874 del 30/01/2019 (Sannais)
Principio secondo cui il subentro nell'appartamento di proprietà pubblica, autorizzato dal precedente legittimo detentore, non integra necessariamente il reato di invasione; eventuali violazioni impongono conseguenze amministrative o civili ma non automatico rilievo penale
Massime di principio
- Per configurare il reato di invasione di edifici (art. 633 c.p.) è necessario dimostrare l'introduzione arbitraria e dall'esterno; il semplice subentro autorizzato dal precedente detentore non basta.
- Irregolarità o violazioni nella procedura di assegnazione di alloggi pubblici possono avere rilievo amministrativo o civilistico ma non determinano automaticamente responsabilità penale senza elementi di frode o falsificazione.
- Un provvedimento amministrativo comunale adottato in conformità a una norma regionale (es. L.R. n.10/2014) riduce l'apprezzamento del fumus criminis rispetto a ipotesi di occupazione arbitraria.
- Per un sequestro preventivo volto a impedire la protrazione del reato occorrono indizi concreti e specifici della commissione del reato; valutazioni indiziarie generiche possono rendere il provvedimento suscettibile di annullamento in sede di riesame e Cassazione.
- Nelle difese contro misure cautelari reali su immobili pubblici, è cruciale distinguere tra profili penali (introduzione arbitraria, frode) e profili amministrativi/civili (titolarità dell'assegnazione, irregolarità procedurali).
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