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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32532/2025 del 02/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso composto da tre motivi: (1) violazione di legge con riferimento al profilo soggettivo del reato: la difesa deduce che, per configurare la bancarotta impropria da operazioni dolose, non sarebbe sufficiente la prevedibilità del dissesto ma occorrerebbe l'effettiva accettazione dell'evento (dolo eventuale); (2) vizio di motivazione in ordine alla ricostruzione della partecipazione psichica, sostenendo che la Corte territoriale ha dedotto il dolo solo dalla consistenza del passivo senza considerare elementi probatori contrari; (3) omessa valutazione di quanto effettivamente versato a titolo di imposte e dell'inesattezza di alcune cartelle esattoriali (IVA non dovuta per le prestazioni), dunque dedotta la possibile parziale estinzione del debito e l'erronea qualificazione delle somme.

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la condotta omissiva (sistematici mancati versamenti di contributi e imposte dal 2009) ha avuto efficacia causale nel produrre il dissesto della "Global Consultant s.r.l." (insinuazione al fallimento per oltre 866.000 euro su un passivo complessivo di 1.096.893,74 euro). Sul piano soggettivo la Corte ha ribadito che la fattispecie è a dolo generico: non è richiesta la volontà diretta di provocare il fallimento, ma la consapevolezza di compiere operazioni intrinsecamente idonee a rendere concretamente prevedibile il dissesto. Le allegazioni difensive circa pagamenti parziali e presunte condotte truffaldine di committenti sono state ritenute generiche e non idonee a interrompere il nesso causale né ad escludere la prevedibilità dell'evento. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e la ricorrente condannata al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 223 legge fallimentare

    Distinzione tra il delitto di causazione "dolosa" del fallimento (dove l'evento è oggetto del dolo) e la bancarotta fraudolenta da operazioni dolose (dove il dolo è diretto verso la condotta/operazioni; rileva la consapevolezza che l'operazione sia intrinsecamente idonea a causare il dissesto)

  • art. 41 cod. pen.

    Disciplina del concorso causale: la presenza di una causa preesistente efficiente non esclude la responsabilità per successive operazioni dolose che abbiano contribuito causalmente al fallimento

  • Giurisprudenza della Cassazione

    es. Sez. 5 n. 45672/2015; Sez. 5 n. 38728/2014; Sez. U. n. 38343/2014; Sez. 5 n. 24692/04/07/2025 (Baldini); altre pronunce citate in motivazione

    Orientamento consolidato secondo cui il coefficiente soggettivo sufficiente per la bancarotta per operazioni dolose è la prevedibilità concreta del dissesto; in casi isolati si invoca il dolo eventuale ma sempre riconducibile alla medesima nozione di prevedibilità

Massime di principio

  • Per la bancarotta impropria da operazioni dolose il requisito soggettivo richiesto è il dolo generico: rileva la consapevolezza di porre in essere operazioni intrinsecamente idonee a rendere prevedibile il dissesto, non l'effettiva volontà di causarlo
  • Il nesso causale tra le omissioni/operazioni dolose e il fallimento è valutato in termini di efficienza causale: anche se esisteva una situazione di difficoltà precedente, le operazioni dolose che aggravano o contribuiscono al dissesto possono integrare il reato
  • Allegazioni difensive generiche (es. pagamenti parziali non documentati, responsabilità di terzi) non sono idonee a travolgere la ricostruzione causale e soggettiva se non supportate da prova specifica e documentale
  • Le cartelle esattoriali o la qualificazione di debiti fiscali (es. IVA) devono essere contestate con prova precisa: deduzioni meramente assertive sulla non imponibilità non bastano a escludere la rilevanza delle omissioni
  • Il richiamo al dolo eventuale non cambia sostanzialmente l'orientamento pratico: anche quando si parla di accettazione del rischio, la giurisprudenza richiede comunque la concreta prevedibilità del dissesto come parametro decisivo

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