Sentenza del 12/11/2021 n. 34054 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione di avviso di accertamento per l'anno 2008 che attribuiva al ricorrente, in qualità di socio al 50% per parte dell'esercizio, maggior reddito da partecipazione a titolo di trasparenza, risultante da utili extracontabili accertati a carico della società Fxxxxx s.r.l.; censura della legittimità dell'accertamento per la presunta falsità dei bilanci prodotti dai soci subentranti e per l'erronea applicazione del metodo induttivo e delle presunzioni utilizzate dall'Ufficio.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la CTR aveva correttamente ritenuto legittimo l'accertamento: l'Ufficio aveva ricostruito il maggior reddito societario con metodo induttivo puro, partendo dal bilancio dei soci pro tempore solo per gli elementi positivi e determinando gli elementi negativi con calcolo forfettario (anche in base agli studi di settore), quindi la veridicità del bilancio prodotto dai soci subentranti risultava sostanzialmente irrilevante. Inoltre la sentenza penale di estinzione per prescrizione non offre accertamento sostanziale idoneo a smentire l'accertamento tributario. In presenza di omessa dichiarazione e di società a ristretta base azionaria opera la presunzione di attribuzione pro quota degli utili extracontabili, gravando sul contribuente l'onere di fornire la prova contraria (ad esempio che gli utili siano stati accantonati o reinvestiti). Di conseguenza il ricorso di S.G. è stato respinto.
Norme richiamate
D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38
Norma richiamata in tema di utilizzo di presunzioni e della procedura di accertamento; la Corte evidenzia che, in caso di omessa dichiarazione, l'Ufficio può avvalersi di metodi induttivi e presunzioni semplici.
D.P.R. n. 600 del 1973, art. 41
Norma sul termine e modalità di accertamento; richiamata assieme alle regole sull'accertamento d'ufficio in mancanza di dichiarazione, giustificando l'uso del metodo induttivo.
D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39
Norma utilizzata per estendere l'accertamento dal soggetto società ai soci nei casi di utili extracontabili, specie per società a ristretta base azionaria, legittimando la presunzione di attribuzione pro quota.
Codice Civile, art. 2468
Richiamato in relazione alla disciplina della responsabilità e della ripartizione tra soci; la Corte precisa che la presunzione di distribuzione riguarda utili extracontabili e la loro imputazione ai soci pro rata del periodo di titolarità delle quote.
Codice Civile, art. 2697
Principio dell'onere della prova: la Corte sottolinea che, una volta operata la presunzione induttiva, grava sul contribuente l'onere di fornire elementi contrari per superarla.
Codice Civile, art. 2727
Norma sulle presunzioni (in particolare sulle presunzioni semplici); la sentenza distingue tra presunzioni ordinarie e le cosiddette 'supersemplici' utilizzabili in caso di omessa dichiarazione.
Codice Civile, art. 2729
Requisiti delle presunzioni che possono essere richiesti ordinariamente (gravità, precisione e concordanza); la Corte conferma che in ipotesi di omessa dichiarazione l'Ufficio può utilizzare presunzioni anche prive di tali requisiti.
D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1‑quater
Norma citata in ordine al contributo unificato dovuto in sede di legittimità; la Corte dà atto dell'eventuale obbligo del ricorrente al versamento dell'ulteriore importo.
Codice di procedura civile, art. 116 c.p.c.
Richiamato in relazione alla valutazione delle prove e all'onere probatorio; la Corte rileva che il ricorrente non ha allegato elementi sufficienti a superare la presunzione fiscale.
Codice di procedura civile, art. 360 c.p.c.
Norma invocata per i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha ritenuto le censure in parte inammissibili e, in ogni caso, infondate.
Codice di procedura civile, art. 366 c.p.c.
Principio di autosufficienza del ricorso: la Corte ha censurato l'insufficiente autosufficienza del ricorso, in quanto mancavano l'avviso di accertamento e il p.v.c. indispensabili per valutare le censure.
Massime di principio
- Se il contribuente non presenta la dichiarazione, l'Amministrazione può ricostruire il reddito anche con metodo induttivo puro, utilizzando presunzioni 'supersemplici' e elementi forfettari basati, ad esempio, sugli studi di settore.
- La falsità accertata in sede penale di bilanci relativi a esercizi precedenti non invalida automaticamente un accertamento tributario basato su metodo induttivo quando l'Ufficio ha utilizzato il bilancio solo come elemento di partenza per gli elementi positivi e ha determinato il reddito con altri mezzi probatori.
- Per le società a ristretta base azionaria, ove siano emersi utili extracontabili, opera la presunzione di attribuzione pro quota ai soci e grava sul socio l'onere di provare che gli utili non sono stati distribuiti (es. sono stati accantonati o reinvestiti).
- La presunzione di distribuzione degli utili extracontabili può essere applicata anche limitatamente al periodo in cui il soggetto era effettivamente socio; il contribuente deve fornire documentazione contraria per scalfire tale presunzione.
- L'esito di un processo penale per estinzione del reato per prescrizione non costituisce un accertamento di fatto utile, di per sé, a escludere o a dimostrare la fondatezza dell'accertamento tributario; i due rami restano sostanzialmente autonomi.
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