Cassazione Penale, Sentenza n. 22396/2022 del 08/06/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la conferma della condanna per fatti avvenuti durante gli scontri del 1 maggio 2012 a Torino (tra cui il reato ricompreso nel capo A riqualificato ex artt. 81, 110, 336, 339 c.p. e il capo D relativo agli artt. 582, 585, 576 c.p.). I motivi principali sono: (1) manifesta illogicità e travisamento della prova per quanto riguarda la responsabilità dolosa, sostenendo che dal filmato prodotto (riprese dell'operatore Guasco) non emergeva la volontarietà nel lanciare la scala verso i poliziotti ma un accidentale perdita della presa; (2) violazione dell'art. 533 c.p.p. e del principio "in dubio pro reo" per non avere la Corte di merito considerato l'ipotesi alternativa proposta dalla difesa.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile ai sensi dell'art. 606, comma 3, cod. proc. pen., ritenendo che i motivi proposti consistano in una richiesta di riesame dei fatti e della valutazione probatoria (inammissibile in sede di legittimità). Ha richiamato la giurisprudenza che vieta alla Cassazione di sostituirsi al giudice del merito nella valutazione delle prove o nell'assumere una diversa ricostruzione fattuale. Conseguentemente il ricorso è respinto, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 606, comma 3, cod. proc. pen.
Fondamento dell'inammissibilità del ricorso: impedisce alla Cassazione di accogliere doglianze che consistano essenzialmente in una rivalutazione dei fatti o della prova.
art. 533, cod. proc. pen.
Richiamato dal ricorrente con riferimento al principio "in dubio pro reo"; la Corte ha ritenuto che l'eccezione fosse in realtà una richiesta di diversa valutazione probatoria e quindi inammissibile, non fondata su un vizio giuridico della motivazione.
art. 23, commi 8 e 9, decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. in L. 176/2020) e successive proroghe
Norme richiamate per giustificare le modalità di trattazione del procedimento (forme speciali di svolgimento dell'udienza durante il periodo di emergenza).
artt. 81, 110, 336, 339, 337, 582, 585, 576 cod. pen. (norme richiamate nella sentenza impugnata)
Norme penali relative all'imputazione e alla riqualificazione dei reati contestati: la Corte d'appello aveva riqualificato e confermato le condanne per i reati contestati nei vari capi; la Cassazione non ha riesaminato la fondatezza fattuale di tali valutazioni.
Massime di principio
- La Cassazione non è sede per una nuova valutazione delle prove o per preferire una diversa ricostruzione fattuale: i motivi che chiedono una rivalutazione dei filmati o delle prove sono inammissibili ai sensi dell'art. 606, comma 3.
- Per avere possibilità di successo in Cassazione è necessario formulare censure di diritto (vizi di motivazione in termini giuridici, violazioni di norme processuali, nullità o doglianze sul corretto inquadramento giuridico), non semplicemente proporre una lettura alternativa dei fatti.
- Il principio "in dubio pro reo" opera quando il dubbio derivi da carenze o errori giuridico-motivazionali: non basta che esista una possibile alternativa fattuale se questa non è collegata a un vizio giuridico della motivazione.
- Quando si impugna la valutazione di prove audiovisive, conviene contestare aspetti giuridici legati alla acquisizione, autenticazione, integrità o valutazione giuridico-criteriale del documento probatorio, anziché limitarsi a proporre una diversa interpretazione dei contenuti.
- Le doglianze di fatto devono essere sollevate nei gradi di merito; in sede di legittimità occorre inquadrare le critiche entro profili di diritto per evitare l'inammissibilità.
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