Sentenza n. 439/2026 - Bari, Sezione 1
per l'annullamento dell’ordinanza -OMISSIS- del 9 febbraio 2023, emessa dal Dirigente del I settore del Comune di Altamura, notificata il 14 febbraio 2023, di ingiunzione di sgombero dell’immobile ubicato in Altamura a viale -OMISSIS-, piano terra, individuato in catasto urbano al fg. -OMISSIS-sub 9, facente parte del complesso “l’Orfanotrofio Maschile -OMISSIS-”; - e per il risarcimento del danno subito dal ricorrente per effetto dell’atto impugnato, in forma specifica o, in subordine, per l’equivalente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Ordinanza comunale di ingiunzione di sgombero di un immobile appartenente al patrimonio comunale
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza con cui il Comune gli ha ingiunto lo sgombero dell'immobile, chiedendone l'annullamento e il risarcimento del danno in forma specifica o per equivalente. Ha dedotto la violazione e l'errata applicazione degli artt. 822, 823 e 824 c.c. e degli artt. 10, 12 e 53 d.lgs. 42/2004, l'eccesso di potere per carenza dei presupposti di applicazione dell'art. 107 TUEL e il difetto e la contraddittorietà della motivazione. In particolare, ha contestato che l'immobile fosse demaniale o appartenesse al patrimonio indisponibile del Comune, sostenendo che mancassero sia una specifica manifestazione di volontà dell'ente di destinare il bene a un pubblico servizio sia l'effettiva destinazione attuale a tale servizio. Ha inoltre sostenuto che, essendo stato originariamente concesso in locazione, il Comune avrebbe potuto conseguirne il rilascio soltanto mediante i rimedi civilistici propri del rapporto locatizio. Il Comune ha eccepito che il rapporto di locazione era cessato dal 31 agosto 1992 in forza di sentenza civile, che il ricorrente occupava sine titulo l'immobile nonostante i precetti al rilascio e che il bene aveva natura di patrimonio indisponibile in ragione del vincolo di destinazione ai servizi sociali imposto dal decreto regionale di trasferimento del patrimonio dell'IPAB estinta.
La decisione
Il TAR ha esaminato prioritariamente la domanda risarcitoria e l'ha respinta perché il ricorrente non ha provato l'effettivo danno subito, come richiesto dall'art. 2697 c.c.; la consulenza tecnica d'ufficio richiesta non poteva sostituire l'onere probatorio della parte. La domanda di annullamento è stata dichiarata improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, poiché nel corso del giudizio l'immobile era stato rilasciato e liberato, senza che il ricorrente avesse contestato le circostanze dedotte dal Comune. Il Collegio ha comunque rilevato che, nel merito, l'impugnazione sarebbe stata infondata: l'immobile aveva natura di bene patrimoniale indisponibile, essendo stato trasferito al Comune con vincolo di destinazione ai servizi sociali mediante decreto regionale del 1990, mai revocato. La mancata effettiva destinazione del bene a un pubblico servizio non era decisiva nella fattispecie, poiché tale mancata utilizzazione dipendeva dalla continuata e ingiustificata detenzione del bene da parte del ricorrente, già in corso quando il Comune ne aveva acquisito la proprietà. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
artt. 822, 823 e 824 c.c.
Le disposizioni disciplinano, rispettivamente, beni demaniali, tutela dei beni demaniali e regime dei beni degli enti pubblici territoriali; il ricorrente ne ha invocato l'errata applicazione, mentre il TAR ha ritenuto comunque decisiva la natura di bene patrimoniale indisponibile dell'immobile.
artt. 10, 12 e 53 d.lgs. 42/2004
Le disposizioni sono state richiamate in relazione alla pretesa natura culturale o demaniale dell'immobile e alla presunzione di interesse culturale; la decisione è stata definita in via dirimente sulla base del vincolo di destinazione ai servizi sociali.
art. 107 d.lgs. 267/2000
La norma è stata invocata dal ricorrente per contestare i presupposti dell'esercizio del potere dirigenziale di ingiunzione di sgombero; la censura non è stata accolta, anche perché l'azione di annullamento è divenuta improcedibile e, comunque, è stata ritenuta infondata nel merito.
art. 34, comma 5, c.p.a.
La disposizione è stata richiamata dal Comune in relazione alla sopravvenuta cessazione dell'interesse alla decisione dopo il rilascio dell'immobile; il TAR ha qualificato la domanda di annullamento come improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
art. 2697 c.c.
Il ricorrente che domanda il risarcimento deve provare l'effettivo danno subito; la richiesta di consulenza tecnica non può supplire all'assenza di allegazione e prova del danno.
art. 2 del decreto dell'Assessore ai Servizi Sociali della Regione Puglia n. 147 del 7 settembre 1990
Il vincolo di destinazione ai servizi sociali impresso sui beni patrimoniali dell'IPAB estinta e trasferiti al Comune fonda la natura di bene patrimoniale indisponibile dell'immobile.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
La disposizione è stata richiamata per disporre l'oscuramento dei dati identificativi della parte ricorrente.
artt. 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679
Le disposizioni sono state richiamate, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati.
Massime di principio
- Il vincolo di destinazione a servizi sociali impresso da un atto di trasferimento pubblico sui beni patrimoniali di un ente estinto è sufficiente a qualificare il bene come appartenente al patrimonio indisponibile dell'ente subentrante, anche quando l'effettiva utilizzazione per il pubblico servizio sia stata impedita dalla detenzione sine titulo del bene da parte di un privato.
- La domanda risarcitoria proposta insieme all'azione di annullamento deve essere respinta quando il ricorrente non prova l'effettivo danno subito; la consulenza tecnica d'ufficio non può sostituire l'onere di allegazione e prova gravante sulla parte.
- Il rilascio dell'immobile intervenuto nel corso del giudizio determina il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione sull'azione di annullamento, rendendo tale domanda improcedibile.
- La natura di bene patrimoniale indisponibile consente all'amministrazione proprietaria di esercitare i poteri autoritativi di tutela e recupero del bene, quando il vincolo pubblicistico risulti da un atto di destinazione mai revocato.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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