Sentenza n. 5989/2026 - Roma, Sezione 3B
per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla Sentenza n. 4116/2025 del Tribunale di Roma-Sez. Lavoro, pubblicata in data 3/04/2025 e notificata in data 3/04/2025 in copia conforme anche ai fini dell'esecuzione forzata
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del giudice del lavoro che aveva riconosciuto il diritto al pagamento di € 1.686,70 a titolo di Retribuzione Professionale Docenti per gli anni scolastici 2019/2020-2023/2024
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha promosso giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza definitiva del Tribunale ordinario di Roma, Sezione Lavoro, che aveva accertato il suo diritto a percepire € 1.686,70 a titolo di Retribuzione Professionale Docenti per il servizio prestato con contratti di supplenza brevi e saltuari. Nonostante la notificazione della sentenza in forma esecutiva, l'Amministrazione non aveva dato esecuzione al titolo giudiziale. Il Ministero si è costituito con atto di stile e non ha eccepito l'avvenuto adempimento né fornito giustificazioni sull'inerzia.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che l'Amministrazione non aveva dimostrato l'adempimento dell'obbligazione risultante dal giudicato né aveva giustificato la propria inerzia. Ha quindi ordinato al Ministero di dare esecuzione alla sentenza del giudice del lavoro entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della decisione. Per l'eventuale ulteriore inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il Direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale per il Lazio, con facoltà di delega e senza compenso, incaricandolo di provvedere entro 120 giorni dalla scadenza del termine assegnato all'Amministrazione, previa richiesta del ricorrente. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in € 700,00 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
La disposizione costituisce la base normativa del giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare l'esecuzione del giudicato e di nominare, in caso di persistente inerzia, un commissario ad acta.
D.M. 55/2014
Utilizzato come parametro per la liquidazione delle spese, considerando la natura essenzialmente esecutiva del giudizio e il riferimento ai parametri per l'esecuzione mobiliare.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza promosso per l'esecuzione di una sentenza definitiva del giudice ordinario, l'Amministrazione è tenuta a dimostrare l'avvenuto adempimento delle obbligazioni risultanti dal titolo giudiziale o a fornire una giustificazione dell'eventuale inerzia; in mancanza, il ricorso deve essere accolto.
- Quando l'Amministrazione non esegue spontaneamente il giudicato, il giudice dell'ottemperanza può assegnarle un termine per adempiere e nominare contestualmente un commissario ad acta, destinato a intervenire, previa richiesta dell'interessato, dopo la scadenza del termine assegnato.
- La nomina del commissario ad acta può essere conferita a un organo amministrativo, con facoltà di delega e senza compenso, stabilendo un termine decorrente dalla scadenza del termine concesso all'Amministrazione inadempiente.
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