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Sentenza

Sentenza n. 187/2026 - Cagliari, Sezione 2

per l’accertamento e la declaratoria del silenzio-inadempimento del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del Ministero della Cultura ai fini dell’adozione del giudizio di compatibilità ambientale, ai sensi e per gli effetti dell’art. 25, comma 2-bis del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 s.m.i., rispetto all’istanza di valutazione di impatto ambientale (PNIEC-PNRR) presentata da Fimenergia S.r.l. in data 18 agosto 2023, riferita all’impianto per la produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica della potenza di 45,9 MW, integrato con un sistema di accumulo elettrochimico a batterie, denominato “Gadau” da realizzare nel comune di Sassari; nonché per la condanna a provvedere su detta richiesta entro il termine di trenta giorni o entro il termine ritenuto congruo da codesto Ecc.mo TAR e, in caso di ulteriore protrarsi dell’inadempimento, per la nomina di un commissario ad acta.

Giustizia amministrativa202400705

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sardegna - Cagliari, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sulla richiesta di valutazione di impatto ambientale relativa a un impianto fotovoltaico con sistema di accumulo elettrochimico

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministeri)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha agito per l'accertamento del silenzio-inadempimento dei Ministeri dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e della Cultura rispetto all'istanza di valutazione di impatto ambientale, presentata il 18 agosto 2023 ai sensi dell'art. 25, comma 2-bis, del d.lgs. n. 152/2006, concernente un impianto fotovoltaico denominato "Gadau", della potenza di 45,9 MW, integrato con un sistema di accumulo elettrochimico a batterie, da realizzare nel Comune di Sassari. La ricorrente aveva chiesto la condanna delle amministrazioni a provvedere entro un termine assegnato dal giudice e, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta. Prima della decisione, con atto depositato il 26 gennaio 2026, la ricorrente ha dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione del ricorso.

La decisione

Il TAR ha preso atto della dichiarazione della ricorrente e, in applicazione del principio dispositivo, ha dichiarato il ricorso improcedibile ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., senza esaminare nel merito la sussistenza del silenzio-inadempimento né la fondatezza delle pretese relative alla valutazione di impatto ambientale. Le spese di lite sono state integralmente compensate tra le parti, in ragione dell'esito in rito del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 25, comma 2-bis, d.lgs. 152/2006

    La disposizione è richiamata quale base normativa della richiesta di adozione del giudizio di compatibilità ambientale nell'ambito della procedura di valutazione di impatto ambientale.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    È applicato per dichiarare l'improcedibilità del ricorso a seguito della sopravvenuta carenza di interesse dichiarata dalla parte ricorrente.

Massime di principio

  • La dichiarazione della parte ricorrente di sopravvenuto difetto di interesse alla decisione determina, in applicazione del principio dispositivo, la declaratoria di improcedibilità del ricorso, senza necessità di esaminare nel merito le censure o la domanda originaria.
  • Quando il giudizio è definito per sopravvenuta carenza di interesse e non per una decisione sul merito della pretesa, il giudice può compensare integralmente le spese di lite in ragione dell'esito processuale.

Come è indicizzato

MaterieVIA, VAS e verifica di assoggettabilitàEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAmbienteProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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