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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1269/2024 del 11/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza della Corte d'appello di Salerno che aveva revocato le ingiunzioni a demolire emesse nei confronti di Moschillo. Il Procuratore generale deduceva un unico motivo: carenza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione. Sosteneva che la decisione della Corte di appello fosse incompatibile con le risultanze di consulenze tecniche dell'Ufficio, con una nota dell'Ufficio tecnico comunale di Agropoli (28/1/2022) e con una informativa dei Carabinieri (10/1/2022), dalle quali emergerebbe che le opere presenti costituivano parte di quelle originariamente oggetto dell'ordine di demolizione e quindi la demolizione sarebbe stata eseguita solo in parte. La Corte d'appello aveva invece ritenuto possibile che le travi e i pilastri riscontrati nel 2019 fossero stati ricostruiti dopo la demolizione attestata nel 2018 e aveva dato rilievo anche alle immagini Google Earth (2016 e 2019) ritenendole non decisorie per datare le opere.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha censurato la motivazione dell'ordinanza impugnata perché non ha adeguatamente confutato le affermazioni del consulente tecnico della Procura secondo cui la demolizione sarebbe stata solo parziale (platea demolita solo parzialmente; travi mai demolite con i pilastri), non ha verificato se una eventuale nuova edificazione successiva alla demolizione fosse sorretta da titolo edilizio e non ha dato conto di eventuali comunicazioni del resistente in merito alla demolizione del 2018. Per tali carenze la Suprema Corte ha annullato l'ordinanza e ha rinviato il procedimento alla Corte di appello di Salerno per nuovo esame.

Norme richiamate

  • d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico dell'edilizia)

    Le disposizioni indicate individuano le norme edilizie e i reati contestati all'imputato e costituiscono la base normativa per le ingiunzioni a demolire; la Corte di Cassazione ha valutato le questioni probatorie e la correttezza dell'ordine di demolizione alla luce delle risultanze tecniche e documentali

Massime di principio

  • Il giudice d'appello deve motivare in modo specifico e confutare espressamente le conclusioni delle consulenze tecniche contrarie: non sono sufficienti ipotesi non verificate o affermazioni generiche.
  • Se sussiste una attestazione di demolizione da parte di un pubblico ufficiale, il giudice deve accertare se le opere successive siano ricostruzioni e, in tal caso, verificare l'esistenza di eventuali titoli edificatori o di comunicazioni dell'interessato.
  • Le immagini satellitari o di archivio (es. Google Earth) possono essere utili ma non sostituiscono accertamenti tecnici idonei a datare materiali e strutture; la loro portata probatoria va chiaramente motivata.
  • Quando un consulente tecnico afferma che una demolizione è stata solo parziale, il giudice deve esaminare e contestare punto per punto tale affermazione o disporre ulteriori verifiche per ricostruire la sequenza temporale delle opere.
  • In presenza di motivazione contraddittoria o manifestamente insufficiente sul punto centrale della controversia (es. esecuzione effettiva della demolizione), la Suprema Corte annulla e rinvia per un nuovo esame da parte del giudice di merito.

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