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Sentenza

Sentenza n. 307/2026 - Bari, Sezione 3

per l'annullamento del bando di gara emanato da InnovaPuglia S.p.A., Soggetto Aggregatore della Regione Puglia, pubblicato in GUUE in data 3.07.2025, ed avente ad oggetto “Gara telematica a procedura aperta per la conclusione di una convenzione art. 26 della Legge 23.12.1999 n. 488 avente ad oggetto la fornitura di gas medicali e connessi servizi per le Aziende Sanitarie e gli Enti della Regione Puglia”; della determinazione della Direttrice della Divisione SarPulia n. SAR/150/2025 del 30.6.2025 di indizione della procedura di gara; di ogni altro atto e/o comportamento presupposto, consequenziale e/o connesso.

Giustizia amministrativa202501259

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: bando e determinazione di indizione di una gara telematica a procedura aperta per la conclusione di una convenzione relativa alla fornitura di gas medicali e servizi connessi

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (stazione appaltante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'impresa ricorrente ha impugnato il bando pubblicato il 3 luglio 2025 e la determinazione di indizione del 30 giugno 2025, chiedendone l'annullamento, oltre all'annullamento degli atti presupposti, consequenziali e connessi. Dal testo della sentenza non risultano specificati i singoli motivi di illegittimità dedotti. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha dichiarato che la materia del contendere era cessata poiché la stazione appaltante aveva ritirato in autotutela l'indizione della gara. La ricorrente ha inoltre chiesto la rifusione delle spese di lite, almeno con riferimento al contributo unificato.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando che il ritiro in autotutela dell'indizione della gara aveva fatto venir meno l'interesse alla decisione sull'impugnazione. Quanto alle spese, le ha compensate, valorizzando il comportamento leale e collaborativo dell'ente, che aveva prontamente sottoposto a riesame le criticità denunciate dagli operatori economici e le aveva recepite in tempi contenuti, anche tenendo conto delle necessarie verifiche istruttorie. Il TAR ha tuttavia precisato, a fini conformativi, che il contributo unificato deve essere rifuso per legge in caso di soccombenza virtuale. La sentenza non ha esaminato nel merito i motivi di illegittimità del bando e della determinazione di indizione.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Visto l'art. 34, co. 5, cod. proc. amm.

    La disposizione è richiamata quale base processuale per la dichiarazione di cessazione della materia del contendere conseguente al ritiro in autotutela degli atti impugnati.

  • art. 26 l. 488/1999

    convenzione art. 26 della Legge 23.12.1999 n. 488

    È richiamata quale riferimento normativo della convenzione oggetto della procedura di gara; non costituisce oggetto di specifica interpretazione nella decisione.

Massime di principio

  • Il ritiro in autotutela dell'atto impugnato, quando elimina l'oggetto della controversia e soddisfa l'interesse sostanziale azionato, determina la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., senza necessità di esaminare nel merito i vizi dedotti.
  • La cessazione della materia del contendere non impedisce al giudice di regolare le spese sulla base della soccombenza virtuale e del comportamento processuale delle parti.
  • In caso di soccombenza virtuale, il contributo unificato deve essere rifuso per legge, anche quando le ulteriori spese di lite siano compensate.

Come è indicizzato

MaterieProcedura di garaAggiudicazione, revoca e annullamento della garaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaSopravvenuta carenza di interesse

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