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Sentenza

Sentenza n. 15746/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento previa adozione di misure cautelari del diniego implicito emesso dall’Autorità consolare d’Italia in Senegal sulla domanda di rilascio di un visto di ingresso per cure mediche/caregiver in favore del sig. -OMISSIS-, fratello del sig. -OMISSIS-, persona totalmente incapace di provvedere a sé stesso.

Giustizia amministrativa202600779

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego implicito della domanda di visto d’ingresso per cure mediche o caregiver, concretatosi nel rilascio al fratello del beneficiario di un visto di breve durata anziché del visto richiesto

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’amministratrice di sostegno di una persona ricoverata in Italia, affetta da infermità gravissima e irreversibile e totalmente incapace di provvedere a sé stessa, ha impugnato il diniego implicito dell’Autorità consolare italiana in Senegal sulla domanda presentata dal fratello del beneficiario per ottenere un visto d’ingresso per cure mediche/caregiver. L’Amministrazione aveva invece rilasciato un visto di breve durata. Il testo non espone nel dettaglio i singoli motivi di illegittimità dedotti. La ricorrente ha chiesto la tutela cautelare e, dopo il decesso del beneficiario, ha domandato che fosse dichiarata la sopravvenuta carenza di interesse, con vittoria delle spese.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse: il decesso del beneficiario ha fatto venir meno la finalità assistenziale cui era preordinato il visto richiesto. In precedenza il Tribunale aveva accolto la domanda cautelare ai fini del riesame e, a fronte dell’inerzia amministrativa, aveva nominato un commissario ad acta. Le spese sono state poste a carico dell’Amministrazione secondo il criterio della soccombenza virtuale, in considerazione delle valutazioni già espresse nelle ordinanze cautelari, e liquidate in euro 1.500,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, come richiesto dalla stessa parte ricorrente.

    Il testo collega l’improcedibilità al venir meno, per il decesso del beneficiario, dell’interesse alla decisione e della finalità assistenziale del visto. La disposizione è richiamata solo implicitamente, non essendo citato nel provvedimento il relativo articolo.

Massime di principio

  • La sopravvenuta morte della persona cui è destinata l’assistenza che giustifica una domanda di visto determina il venir meno dell’interesse alla decisione del ricorso diretto a ottenere quel visto, quando viene meno la finalità assistenziale perseguita.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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