Sentenza n. 4030/2026 - Napoli, Sezione 6
per l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza di accoglimento n. 1181/2025 pubblicata il 22.05.2025 emessa dal Tribunale Ordinario di Torre Annunziata - Sez. Lavoro, all'esito del giudizio R.G. n. 7356/2023.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Torre Annunziata, Sezione lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta elettronica per tre annualità, per l'importo complessivo di euro 1.500,00
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha agito per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale ordinario di Torre Annunziata n. 1181/2025, che aveva condannato il Ministero a erogare la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, del valore nominale di euro 500,00 annui per tre annualità già maturate. La sentenza non è stata impugnata, è passata in giudicato ed è stata notificata in forma esecutiva presso la sede dell'Amministrazione. È inoltre decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996, senza che il Ministero abbia dato esecuzione alla pronuncia. Il ricorrente ha chiesto l'ottemperanza, la nomina preventiva di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia e la condanna alle spese, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi antistatari.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che la sentenza del giudice ordinario, una volta passata in giudicato, abbia immediato valore conformativo-ordinatorio nei confronti dell'Amministrazione, la quale deve assicurare concretamente il conseguimento dell'utilità riconosciuta dal giudice civile. Verificati il passaggio in giudicato, la notificazione in forma esecutiva, il decorso del termine di 120 giorni e l'assenza di esecuzione da parte del Ministero, il Collegio ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di assegnare al ricorrente la Carta elettronica e di accreditare su di essa l'importo nominale complessivo di euro 1.500,00, entro sessanta giorni dalla comunicazione della sentenza o dalla sua notificazione, se anteriore. Per l'eventuale ulteriore inerzia ha nominato commissario ad acta il direttore della DGOSV, con facoltà di delega e con termine di sessanta giorni per l'esecuzione su istanza del ricorrente. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese, liquidate in euro 1.000,00 oltre accessori, alla restituzione del contributo unificato e alla distrazione delle spese in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 14, comma 1, d.l. 669/1996
Il decorso del termine dilatorio per l'esecuzione forzata nei confronti delle amministrazioni pubbliche consente, unitamente agli ulteriori presupposti, la proposizione dell'azione di ottemperanza.
art. 112 c.p.a.
La disposizione è richiamata implicitamente quale fondamento dell'azione di ottemperanza per ottenere l'esecuzione del giudicato.
Massime di principio
- Il giudicato formatosi su una sentenza del giudice ordinario che impone alla pubblica amministrazione l'attribuzione di una specifica utilità ha immediato valore conformativo-ordinatorio nei confronti dell'Amministrazione, che deve adottare gli atti necessari a rendere concretamente conseguito il bene della vita riconosciuto dal giudice civile.
- L'azione di ottemperanza è accoglibile quando risultano provati il passaggio in giudicato della sentenza, la sua notificazione in forma esecutiva, il decorso del termine dilatorio previsto per l'esecuzione nei confronti delle amministrazioni pubbliche e l'inerzia dell'Amministrazione obbligata.
- In caso di persistente inerzia dell'Amministrazione dopo l'ordine giudiziale di esecuzione, il giudice dell'ottemperanza può nominare preventivamente un commissario ad acta, individuando l'ufficio competente e assegnandogli un termine per l'esecuzione su istanza della parte interessata.
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