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Sentenza

Sentenza del 27/01/2017 n. 2055 - Corte di Cassazione

TRIBUTI (IN GENERALE) - AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA - IN GENERE Verifiche tributarie - Termine di permanenza presso la sede del contribuente - Violazione - Conseguenze - Invalidità degli atti compiuti - Esclusione.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società contestava l'avviso di accertamento relativo all'imposta di bollo su assegni bancari irregolarmente emessi, sostenendo, tra l'altro, che il processo verbale di constatazione non fosse stato allegato all'avviso, che l'Amministrazione avesse ampliato il contenuto dell'accertamento, che la motivazione fosse insufficiente, che le prove fossero inutilizzabili perché la verifica aveva superato i termini di permanenza previsti dall'art. 12, comma 5, dello Statuto del contribuente, e che le copie degli assegni non fossero state adeguatamente provate conformi agli originali.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso della società e l'ha condannata al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in 1.600 euro oltre spese prenotate a debito. È stato ritenuto legittimo l'accertamento fondato sul processo verbale della Guardia di Finanza e sulle copie degli assegni. La Corte ha stabilito che il superamento del termine di permanenza dei verificatori presso la sede del contribuente non comporta, in assenza di una specifica sanzione legislativa, né la perdita del potere ispettivo, né la nullità dell'accertamento, né l'inutilizzabilità delle prove raccolte.

Norme richiamate

  • Legge n. 212 del 2000, art. 12, comma 5

    La permanenza degli operatori (...), dovuta a verifiche presso la sede del contribuente, non può superare i trenta giorni lavorativi, prorogabili per ulteriori trenta giorni nei casi di particolare complessità dell'indagine individuati e motivati dal dirigente dell'ufficio.

    La violazione dei limiti temporali di permanenza presso la sede del contribuente costituisce una violazione del termine previsto dallo Statuto, ma non produce automaticamente la nullità dell'accertamento o l'inutilizzabilità delle prove, poiché tali conseguenze non sono espressamente previste dalla legge. Nel computo rilevano soltanto i giorni di effettiva attività lavorativa svolta presso la sede del contribuente.

  • Legge n. 212 del 2000, art. 7, comma 1

    L'obbligo di allegare all'atto impositivo i documenti richiamati nella motivazione non opera quando il contribuente abbia già avuto di tali documenti integrale e legale conoscenza, come nel caso del processo verbale di constatazione previamente notificato.

  • D.P.R. n. 642 del 1972, art. 36

    La disposizione è stata esaminata in relazione alla motivazione e alla documentazione dell'accertamento, ma non impedisce il richiamo al processo verbale di constatazione già conosciuto dal contribuente.

  • D.P.R. n. 642 del 1972, artt. 19, 20, 21 e 31

    Le norme sulla regolarizzazione dell'imposta di bollo sull'originale del titolo non richiedono necessariamente la disponibilità dell'originale quando si deve accertare il presupposto dell'imposta sulla base del contenuto dell'atto.

  • Codice civile, artt. 2727, 2729 e 2697

    La conformità delle copie degli assegni agli originali può essere dimostrata anche mediante presunzioni gravi, precise e concordanti. La valutazione degli elementi presuntivi compete al giudice di merito e, se logicamente motivata, non è normalmente riesaminabile in cassazione.

  • Codice civile, art. 2712; Codice di procedura civile, artt. 214 e 215

    Le contestazioni relative alla conformità delle copie agli originali non hanno rilievo decisivo quando la decisione si fonda autonomamente su altri elementi presuntivi ritenuti sufficienti dal giudice.

Massime di principio

  • Il superamento del termine di permanenza dei verificatori presso la sede del contribuente non determina automaticamente l'invalidità dell'accertamento o l'inutilizzabilità delle prove: occorre una specifica previsione normativa che stabilisca tali sanzioni.
  • Prima di eccepire la mancata allegazione di un documento richiamato nell'avviso di accertamento, bisogna verificare se il contribuente ne abbia già avuto conoscenza legale e integrale; in tal caso l'allegazione può non essere necessaria.
  • Un avviso di accertamento può motivare per relationem mediante il rinvio al processo verbale della Guardia di Finanza, purché il contribuente conosca il verbale e sia posto in condizione di difendersi.
  • La prova del contenuto di documenti fiscali non richiede sempre la produzione dell'originale: copie e presunzioni possono essere sufficienti, se valutate come gravi, precise e concordanti.
  • In cassazione non è normalmente possibile ottenere una nuova valutazione dei fatti o delle prove già esaminate dal giudice di merito, quando la motivazione risulti coerente e priva di errori giuridici.

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