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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 506/2022 del 12/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore generale impugna la sentenza della Corte di appello di Perugia per vizio di motivazione (art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.), deducendo carenza, contraddittorietà e travisamento della prova. In particolare sostiene che la Corte non si sarebbe confrontata con il principio enunciato dalla Suprema Corte in sede di annullamento (relativo alla prevedibilità ex ante della condotta della parte lesa), che l'assoluzione sarebbe frutto di un irrisolto contrasto tra la perizia tecnica e la deposizione del teste Gironacci e che la Corte avrebbe travisato la deposizione di Gironacci, il quale non avrebbe detto di aver visto la moto sbucare dalla curva ma solo di essersi avveduto del motociclo quando l'auto aveva già iniziato la manovra di immissione, per cui non sarebbe logicamente desumibile la prevedibilità del sopraggiungere del motociclo.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto che la Corte d'appello si sia confrontata implicitamente con il tema della prevedibilità ex ante e abbia motivato la decisione attribuendo valore decisivo alla testimonianza oculare di Gironacci, contestando contestualmente la genericità della perizia. La Suprema Corte ha inoltre precisato che il ricorso del Procuratore si risolve in una richiesta di rivalutazione del materiale probatorio ("travisamento del fatto"), operazione non consentita in sede di legittimità; il vizio di "travisamento della prova" è rilevabile solo quando il giudice ha fondato la sua decisione su una prova inesistente o su un risultato di prova obiettivamente diverso da quello reale, circostanza non dimostrata nel caso di specie.

Norme richiamate

  • Decreto-legge n. 137 del 2020, convertito dalla legge n. 176 del 2020

    richiamato per le modalità di trattazione in udienza camerale del procedimento (procedure semplificate/telematiche previste dal decreto)

  • Disposizioni di attuazione del codice di procedura penale

    art. 173 disp. att. c.p.p.

    utilizzato per la sintesi del motivo di impugnazione ai sensi delle norme procedurali in materia di ricorso per cassazione

  • Codice di procedura penale

    art. 606, comma 1, lett. e)

    norma che disciplina il motivo di ricorso per cassazione relativo al vizio di motivazione per carenza, contraddittorietà o travisamento della prova

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Sez. 5, n. 39048 del 25/09/2007 (Casavola e altri), Rv. 238215-01

    richiamata per il principio che la Corte di legittimità non può sostituirsi al giudice del merito nella rivalutazione del fatto; distinzione tra "travisamento della prova" (ammissibile se prova inesistente o sostanzialmente diversa) e "travisamento del fatto" (non consentito)

Massime di principio

  • La Corte di cassazione non può rimettere in discussione la valutazione di fatto compiuta dai giudici di merito: per vincere in cassazione è necessario dimostrare una contraddizione logica manifesta, l'irrazionalità delle inferenze o che il giudice si è fondato su una prova inesistente o sostanzialmente diversa da quella reale.
  • La doglianza di "travisamento della prova" è distinta dalla richiesta di una semplice rivalutazione del materiale probatorio; il primo è eccepibile in cassazione solo se emerge che la prova non esiste o è obiettivamente diversa da come è stata utilizzata, mentre non è consentito il cosiddetto "travisamento del fatto" (ricostruzione alternativa dei fatti).
  • Nel bilanciamento tra perizia tecnica e testimonianza oculare, il giudice di merito può attribuire prevalenza alla testimonianza se ritiene la perizia generica o basata su dati incerti; tale scelta, se logicamente motivata, non è sindacabile in sede di legittimità a fini di valutazione fattuale.
  • Quando si censura la mancata applicazione di un principio di diritto espresso in una pronuncia di annullamento con rinvio, il ricorrente deve dimostrare che il giudice del rinvio non si è effettivamente confrontato con il principio e che ciò ha determinato un vizio logico della motivazione; la mera divergenza interpretativa o una diversa valutazione dei fatti non è sufficiente.
  • Per il difensore dell'imputato, in situazioni analoghe è utile enfatizzare la coerenza logica della decisione di merito, l'eventuale genericità o insufficienza dei risultati peritali e l'affidabilità della testimonianza che ha determinato la decisione assolutoria.

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