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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 08338/2026 del 03/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Tribunale di Reggio Calabria che aveva dichiarato il non doversi procedere per difetto di querela nei confronti di Priolo Antonio, ritenendo esclusa l'aggravante prevista dall'art. 625, comma 1, n. 7 c.p. (aver commesso il fatto su cose destinate a pubblico servizio). Il Procuratore generale ha contestato tale soluzione sostenendo che la sottrazione di energia elettrica tramite allacciamento abusivo alla rete costituisce furto su cose destinate a pubblico servizio (procedibilità d'ufficio) e ha inoltre censurato la mancanza di motivazione del Tribunale circa l'esclusione dell'aggravante.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo fondati entrambi i motivi. Ha rilevato che il Tribunale non ha motivato la esclusione dell'aggravante relativa a cose destinate a pubblico servizio e ha richiamato la giurisprudenza che considera l'energia elettrica, se sottratta mediante allacciamento abusivo alla rete esterna, come bene destinato a pubblico servizio. Ha inoltre richiamato la modifica normativa sull'impugnabilità (legge 9 agosto 2024, n. 114) e il principio "tempus regit actum"; dato che la sentenza impugnata è stata pronunciata dopo tale modifica e il ricorso per cassazione era l'unico rimedio esperibile dal pubblico ministero, la Cassazione ha annullato la sentenza e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Reggio Calabria, in diversa persona fisica.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 624

    Articolo sul furto in generale, richiamato per inquadrare il reato di sottrazione di energia elettrica.

  • Codice penale, art. 625, comma 1, nn. 2 e 7

    Contiene le aggravanti; in particolare la n.7 riguarda i delitti commessi su cose destinate a pubblico servizio: se applicata al furto di energia elettrica mediante allacciamento abusivo la fattispecie diventa procedibile d'ufficio.

  • Legge 9 agosto 2024, n. 114, art. 593, comma 2 (modifica del codice di procedura penale)

    "il pubblico ministero non può appellare contro le sentenze di proscioglimento per i reati di cui all'articolo 550, commi 1 e 2"

    Ha limitato l'impugnabilità da parte del pubblico ministero: per sentenze di proscioglimento riferite agli artt. 550, commi 1 e 2, il PM non può proporre appello; per le sentenze pronunciate dopo l'entrata in vigore, il ricorso per cassazione può essere l'unico rimedio del PM.

  • Codice di procedura penale, art. 569, comma 4

    Norma ordinaria sul rinvio in caso di annullamento per cassazione con rinvio a seguito di ricorso immediato; la Corte ha chiarito che, per l'attuale regime impugnatorio, il rinvio deve essere disposto al giudice che ha emesso la sentenza impugnata quando il ricorso per cassazione è l'unico rimedio del PM.

  • D.Lgs. n. 150/2022

    Richiamato rispetto alle modifiche sul regime della procedibilità e sugli effetti in tema di arresto in flagranza; nel caso specifico le modifiche citate dal Tribunale non erano rilevanti per la decisione.

Massime di principio

  • La sottrazione di energia elettrica effettuata tramite allacciamento abusivo alla rete esterna è generalmente qualificabile come furto su cose destinate a pubblico servizio e comporta la procedibilità d'ufficio per l'aggravante dell'art. 625, comma 1, n.7 c.p.
  • Se un giudice esclude un'aggravante che incide sulla condizione di procedibilità (querela vs procedibilità d'ufficio), deve motivare in maniera chiara e specifica le ragioni dell'esclusione; la mancata motivazione è vizio grave e può giustificare l'annullamento in cassazione.
  • Quando la normativa sull'impugnabilità cambia (principio "tempus regit actum"), occorre verificare il regime applicabile alla data di pronuncia della sentenza: se la legge ha limitato l'appello del pubblico ministero, il ricorso per cassazione può costituire l'unico rimedio del PM contro il proscioglimento.
  • Se il ricorso per cassazione del pubblico ministero è l'unico rimedio esperibile e la Cassazione annulla, il rinvio per nuovo giudizio va disposto al giudice che ha emesso la sentenza impugnata (in diversa persona fisica), e non al giudice d'appello.
  • In casi di furto di energia elettrica è utile richiamare la giurisprudenza consolidata che individua la natura di pubblico servizio dell'energia quando la sottrazione avviene mediante distogliimento dalla rete pubblica (allacciamento abusivo).

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