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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24457/2023 del 07/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza d'appello per: 1) difetto di motivazione circa la sussistenza dell'elemento soggettivo del reato di ricettazione (art. 648 c.p.); 2) mancata derubricazione del fatto in reato di cui all'art. 712 c.p.; 3) omessa motivazione circa il rigetto della richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.).

La decisione

La Cassazione ha dichiarato inammissibili i primi due motivi (considerati reiterativi e infondati). Ha invece accolto il terzo motivo: valutando i fatti e le circostanze di merito (modesta entità del telefono, giovane età del ricorrente al tempo del reato, assenza di precedenti), ha ritenuto applicabile la non punibilità per particolare tenuità ex art. 131-bis c.p. e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata declarando il reato non punibile.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.

    Norma sulla ricettazione. La Corte riconosce che l'elemento soggettivo può essere provato anche con elementi indiretti (es. mancanza di spiegazione attendibile sull'origine del bene). Inoltre, la circostanza attenuante della particolare tenuità prevista dal quarto comma rientra nel parametro per l'applicazione dell'art. 131-bis.

  • art. 712 c.p.

    Norma cui il ricorrente chiedeva la derubricazione. La Corte ha ritenuto corretta la qualificazione in ricettazione quando le modalità di acquisto fanno assumere che l'acquirente abbia accettato il rischio della provenienza illecita.

  • art. 131-bis c.p.

    Non punibilità per particolare tenuità del fatto. Applicabile ai reati con pena minima detentiva non superiore a 2 anni; la Cassazione può dichiarare d'ufficio la non punibilità se, sulla base dei fatti accertati, ritiene sussistente la causa.

  • art. 129 c.p.p.

    Attribuisce alla Corte di cassazione, se riconosce la sussistenza della causa di estinzione o non punibilità, il potere di dichiararla d'ufficio annullando la sentenza impugnata senza rinvio.

  • art. 620, comma 1, lett. I) c.p.p.

    Ground procedurale che consente alla Cassazione di annullare senza rinvio quando deve dichiarare l'inesistenza della punibilità (collegato alla declaratoria di non punibilità ex art. 131-bis).

  • art. 606 lett. b) ed e) c.p.p.

    Criteri di motivazione dell'impugnazione in Cassazione (vizi di motivazione e violazione di legge). La Corte ha ritenuto i motivi relativi alla mancata motivazione e alla riqualificazione reiterativi o infondati, salvo il profilo specifico della non punibilità.

  • art. 173 disp. att. c.p.p.

    Regola di sintesi dei motivi nel ricorso per cassazione; citata per giustificare la formulazione dei motivi riassunti nel ricorso.

Massime di principio

  • La prova dell'elemento soggettivo nella ricettazione può essere desunta anche da elementi indiretti: mancata o non attendibile spiegazione sull'origine della cosa puoò fondare la condanna.
  • L'acquisto da soggetto sconosciuto con modalità che fanno sorgere il sospetto sulla provenienza illecita può integrare la ricettazione quando l'acquirente 'accetta il rischio' della provenienza furtiva.
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis) si applica ai reati con pena minima detentiva non superiore a 2 anni; in presenza di fatti accertati che ne giustificano l'applicazione (valore modesto, giovane età, incensuratezza, contenuta offensività), la Cassazione può dichiararla d'ufficio e annullare senza rinvio.
  • Se la questione della non punibilità viene sollevata in grado di appello e la corte di merito non motiva il rigetto, la Cassazione può esaminare la questione e pronunciarsi direttamente.
  • Motivi di ricorso che risultano mero reitero di doglianze gi  affrontate in appello o privi di nuova sostanziale argomentazione possono essere dichiarati inammissibili.

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