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Sentenza

Sentenza n. 163/2026 - Roma, Sezione 2T

per l'annullamento -del provvedimento prot. CA/43671/2025 del 11/03/2025 di revoca dell’occupazione di suolo pubblico della ricorrente ed ordine di rimozione entro 7 giorni dalla notificazione dell’11/03/2025; - della nota prot. QN/262420 del 24/12/2024 e della nota prot. CA/224810 del 24/12/2024; - della nota prot. CA/2024/225385; - della nota prot. CA/40227 del 06/3/2025; -di ogni altro atto, parere o provvedimento non conosciuto che sia ostativo alla ricorrente.

Giustizia amministrativa202503636

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di revoca dell’occupazione di suolo pubblico e contestuale ordine di rimozione entro sette giorni, unitamente agli atti presupposti

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (concessionaria di suolo pubblico)

Prevale il privato

La controversia

La società ricorrente ha impugnato la revoca dell’occupazione di suolo pubblico strumentale all’esercizio della propria attività di somministrazione di alimenti e bevande. Ha dedotto, anzitutto, la violazione delle garanzie partecipative, lamentando che l’amministrazione non avrebbe considerato le osservazioni presentate nel procedimento. Ha inoltre contestato il difetto di motivazione e di istruttoria, sostenendo che il provvedimento non consentisse di comprendere l’iter logico e tecnico posto a fondamento del ritiro del titolo concessorio. Roma Capitale ha chiesto il rigetto del ricorso. In sede cautelare, il TAR aveva ravvisato profili di fondatezza con riguardo alle carenze istruttorie e motivazionali.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il provvedimento impugnato, facendo salvo il potere di Roma Capitale di rideterminarsi. Il giudice ha ritenuto insufficiente la motivazione della revoca, basata genericamente sul futuro assetto di Piazza dei Coronari e sul conseguente restringimento della carreggiata a sei metri a doppio senso di marcia. Il provvedimento non indicava i tempi di realizzazione dell’intervento, le sue caratteristiche concrete né le ragioni per cui il nuovo assetto della piazza fosse incompatibile con il mantenimento, totale o parziale, dell’occupazione di suolo pubblico già assentita. Anche il richiamo al programma giubilare n. 67 risultava vago e non permetteva di comprendere perché il progetto imponesse necessariamente la perdita integrale dell’occupazione. Il giudice ha richiamato il particolare onere motivazionale degli atti di ritiro, che devono collegare l’interesse pubblico perseguito, le norme applicate e la vicenda concreta, consentendo di verificare la correttezza dell’esercizio del potere. La riedizione del potere dovrà rispettare le garanzie partecipative dell’interessata e contenere una motivazione adeguata. Le spese di lite sono state compensate per la peculiarità della questione.

Massime di principio

  • Un provvedimento di ritiro di una concessione amministrativa deve esplicitare il collegamento tra l’interesse pubblico perseguito, le previsioni astratte applicate e le circostanze concrete della vicenda, così da rendere comprensibili le ragioni dell’intervento e verificabile il corretto esercizio del potere.
  • La revoca di un’occupazione di suolo pubblico non può fondarsi su un generico richiamo a un futuro assetto urbano o a un programma amministrativo: l’amministrazione deve indicare le caratteristiche concrete dell’intervento, i relativi tempi di realizzazione e le ragioni per cui esso sia incompatibile con il mantenimento, anche parziale, dell’occupazione già assentita.
  • Quando annulla una revoca per carenze motivazionali e istruttorie, il giudice amministrativo può fare salvo il potere dell’amministrazione di rideterminarsi, imponendo nella riedizione del potere il rispetto delle garanzie partecipative e l’adozione di una motivazione adeguata.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione di suolo pubblicoAutotutelaMotivazione del provvedimentoPartecipazione al procedimento
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaPartecipazione procedimentaleAutotutela decisoria

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