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Sentenza

Sentenza n. 5844/2026 - Napoli, Sezione 7

per l'ottemperanza della sentenza di accoglimento n. 3845/2025 pubblicata il 16 maggio 2025, emessa dal Tribunale Ordinario di Napoli - Sez. Lavoro, all'esito del giudizio R.G. n. 20201/2024.

Giustizia amministrativa202600298

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Napoli - Sezione Lavoro n. 3845/2025, che aveva condannato il Ministero ad assegnare la Carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2020/21-2024/25, per l'importo complessivo nominale di € 2.500,00

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha agito in ottemperanza della sentenza n. 3845/2025 del Tribunale di Napoli - Sezione Lavoro, pubblicata il 16 maggio 2025 e passata in giudicato, che aveva riconosciuto il diritto all'assegnazione della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente per gli anni scolastici 2020/21, 2021/22, 2022/23, 2023/24 e 2024/25, per complessivi € 2.500,00. Dedotta la mancata esecuzione del titolo, ha chiesto che fosse ordinato al Ministero di adempiere, con nomina di un commissario ad acta in caso di persistente inottemperanza e con addebito delle spese all'Amministrazione. Ha inoltre richiesto la penalità di mora. Il Ministero si è costituito chiedendo il rigetto, senza svolgere specifiche contestazioni.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, accertando il passaggio in giudicato del titolo, attestato da certificazione di cancelleria, e l'inutile decorso del termine previsto dall'art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996. Ha ordinato al Ministero di eseguire integralmente la sentenza entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione della decisione, se anteriore. Per l'eventuale ulteriore inadempimento ha nominato commissario ad acta il Dirigente della DGOSV, con facoltà di delega, cui spetta provvedere su istanza della ricorrente entro gli ulteriori sessanta giorni, compiendo gli atti necessari, anche le eventuali modifiche di bilancio. Ha accolto la richiesta di penalità di mora, determinandola nella misura dell'interesse legale sulla somma dovuta, con decorrenza dalla comunicazione o notificazione della sentenza di ottemperanza e cessazione all'insediamento del commissario o, se anteriore, al soddisfo. Il compenso eventuale del commissario è fissato in € 500,00 a carico del Ministero. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in € 700,00 oltre accessori e contributo unificato se versato, con distrazione ai difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Alla luce della documentazione versata in atti, sussistono tutti i presupposti di cui all’articolo 114 del codice del processo amministrativo, avuto segnatamente riguardo al passaggio in giudicato della sentenza azionata (attestato da apposita certificazione di cancelleria) e all’inutile decorso del termine ne ante quem di cui all’articolo 14, comma 1, del decreto-legge n. 669 del 1996, convertito con legge n. 30 del 1997.

    L'azione di ottemperanza è accolta in presenza del titolo passato in giudicato e dell'inutile decorso del termine dilatorio applicabile all'esecuzione nei confronti dell'Amministrazione.

  • art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.

    Al riguardo, il Collegio reputa equo il parametro dell'interesse legale, ora esplicitamente indicato dall'art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a., secondo le modifiche introdotte dalla legge di stabilità per il 2016, sulla somma sopra individuata.

    La penalità di mora può essere determinata parametrandola all'interesse legale sulla somma dovuta; ha funzione sollecitatoria e decorre dalla comunicazione o notificazione della sentenza di ottemperanza, cessando con l'insediamento del commissario ad acta o con il pagamento, se anteriore.

  • art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997

    Alla luce della documentazione versata in atti, sussistono tutti i presupposti di cui all’articolo 114 del codice del processo amministrativo, avuto segnatamente riguardo al passaggio in giudicato della sentenza azionata (attestato da apposita certificazione di cancelleria) e all’inutile decorso del termine ne ante quem di cui all’articolo 14, comma 1, del decreto-legge n. 669 del 1996, convertito con legge n. 30 del 1997.

    Il decorso infruttuoso del termine previsto per l'esecuzione delle sentenze nei confronti dell'Amministrazione costituisce, insieme al passaggio in giudicato del titolo, presupposto per l'accoglimento dell'ottemperanza.

Massime di principio

  • L'ottemperanza di una sentenza passata in giudicato nei confronti di un'Amministrazione presuppone anche l'inutile decorso del termine dilatorio previsto dall'art. 14, comma 1, d.l. 669/1996.
  • In caso di persistente inottemperanza, il giudice può nominare un commissario ad acta per l'esecuzione del titolo, anche attribuendogli il compimento degli atti necessari e delle eventuali modifiche di bilancio.
  • La penalità di mora prevista dall'art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a. ha funzione sollecitatoria e non risarcitoria; decorre dalla comunicazione o notificazione della sentenza di ottemperanza e cessa con l'insediamento del commissario ad acta o, se anteriore, con il soddisfo.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaPersonale scolastico
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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