Cassazione Penale, Sentenza n. 40952/2017 del 15/06/2017
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (indagato)
La controversia
La polizia giudiziaria aveva arrestato una persona per resistenza a pubblico ufficiale dopo che, a seguito della contestazione di una contravvenzione al codice della strada e di un comportamento ritenuto oltraggioso e arrogante, era stata sottoposta a perquisizione personale. Il Tribunale di Catania, con ordinanza del 16 settembre 2016, non aveva convalidato l’arresto, ritenendo arbitraria la perquisizione, priva dei presupposti richiesti dagli artt. 247 e 352 c.p.p. e non giustificata dal precedente per detenzione di armi del 1994; aveva quindi ravvisato la causa di non punibilità prevista dall’art. 393-bis c.p. Il pubblico ministero ha dedotto, da un lato, che la perquisizione era stata disposta ai sensi dell’art. 4 della legge n. 152 del 1975 per verificare l’eventuale possesso di armi, sulla base dei precedenti specifici e dell’atteggiamento minaccioso dell’interessato, con conseguente insussistenza dell’esimente; dall’altro, ha denunciato vizio di motivazione e travisamento della prova rispetto alla valutazione del precedente penale come pretesto per la perquisizione. La Corte ha ritenuto infondato il ricorso, osservando che anche la perquisizione diretta alla ricerca di armi ai sensi dell’art. 4 della legge n. 152 del 1975 richiede dati oggettivi, pur di livello indiziario, circa la presenza di armi, e che la ricostruzione del Tribunale non era superata dalle censure del ricorrente.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso del pubblico ministero. Ha confermato la correttezza della mancata convalida dell’arresto, poiché la perquisizione risultava priva dei necessari presupposti: la contestazione di una contravvenzione stradale e il comportamento dell’interessato non fornivano elementi significativi circa il possesso di armi o oggetti atti a offendere, mentre il precedente del 1994 non bastava a giustificarla. La Corte ha inoltre precisato che i presupposti oggettivi per la perquisizione sono necessari anche quando questa sia svolta ai sensi dell’art. 4 della legge n. 152 del 1975; pertanto, la reazione a una perquisizione arbitraria può integrare la causa di non punibilità dell’art. 393-bis c.p. La sentenza non riporta statuizioni su spese o ulteriori conseguenze.
Norme richiamate
art. 393-bis c.p.
La conseguenza è che l’esimente della reazione ad atti arbitrari è configurabile anche nel caso in cui il privato opponga resistenza ad un pubblico ufficiale che pretenda di eseguire una perquisizione finalizzata alla ricerca di armi e munizioni ai sensi dell’art. 4 legge n. 152 del 1975 in assenza dei presupposti.
La causa di non punibilità per reazione ad atti arbitrari è applicabile quando il privato resiste a una perquisizione diretta alla ricerca di armi, se l’atto è eseguito senza i presupposti richiesti.
art. 4 legge n. 152 del 1975
anche per disporre la perquisizione ex art. 41 T.U.L.P.S. è necessaria la sussistenza non di meri sospetti, ma di dati oggettivi certi, anche se di livello indiziario, circa la presenza di armi nei luoghi in cui deve essere eseguito l’atto.
La perquisizione prevista dalla disciplina richiamata per la ricerca di armi non può fondarsi su meri sospetti: occorrono dati oggettivi, anche indiziari, circa la presenza di armi.
art. 247 c.p.p.
La mancata convalida dell’arresto è stata giustificata in relazione alla ritenuta arbitrarietà della perquisizione disposta a carico del Privitera in assenza dei presupposti richiesti dall’art. 247 e 352 cod. proc. pen.
La perquisizione personale deve rispettare i presupposti previsti dalla disciplina processuale; la loro mancanza può fondare la valutazione di arbitrarietà dell’atto.
art. 352 c.p.p.
La mancata convalida dell’arresto è stata giustificata in relazione alla ritenuta arbitrarietà della perquisizione disposta a carico del Privitera in assenza dei presupposti richiesti dall’art. 247 e 352 cod. proc. pen.
La perquisizione d’iniziativa della polizia giudiziaria deve rispettare i presupposti previsti dalla disciplina processuale; la loro mancanza può fondare la valutazione di arbitrarietà dell’atto.
Massime di principio
- La perquisizione finalizzata alla ricerca di armi ai sensi dell’art. 4 della legge n. 152 del 1975 richiede dati oggettivi, anche di livello indiziario, circa la presenza di armi; meri sospetti non sono sufficienti.
- La causa di non punibilità per reazione ad atti arbitrari può configurarsi quando il privato oppone resistenza a un pubblico ufficiale che esegua una perquisizione senza i presupposti di legge, anche se l’atto è diretto alla ricerca di armi e munizioni.
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