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Sentenza

Sentenza del 07/12/2018 n. 31718 - Corte di Cassazione

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - TASSA DI OCCUPAZIONE SPAZI ED AREE PUBBLICHE Accertamento in rettifica o d'ufficio - Istruttoria procedimentale - Contraddittorio con il contribuente - Necessità - Esclusione.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente contestava un avviso di accertamento, liquidazione e irrogazione di sanzioni per complessivi 4.485,52 euro, sostenendo principalmente che l'autorizzazione all'occupazione del suolo pubblico dovesse valere anche per gli anni successivi e che l'occupazione dovesse qualificarsi come permanente. Deduceva inoltre difetti di motivazione, mancata allegazione delle delibere comunali, assenza o irregolarità della sottoscrizione, mancanza di un atto prodromico, carenza di indicazione del responsabile, insufficiente prova dell'occupazione, illegittimità o duplicazione delle sanzioni e irregolarità nella liquidazione delle spese. In Cassazione ha articolato dieci motivi di ricorso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha stabilito che l'occupazione annuale non è automaticamente permanente: occorre esaminare il titolo autorizzativo e le concrete modalità di occupazione. Nel caso concreto, il permesso comunale prevedeva espressamente la temporaneità e la necessità di una nuova istanza per l'anno successivo. È stata ritenuta legittima la mancata allegazione delle delibere comunali pubblicate, nonché la sottoscrizione automatizzata mediante indicazione a stampa del nominativo del responsabile. L'avviso era impugnabile nella sua effettiva funzione, indipendentemente dalla qualificazione formale come avviso di liquidazione e accertamento. Non era necessaria una fotografia per ogni giorno dell'occupazione, né un previo contraddittorio o processo verbale di constatazione. I motivi sulle sanzioni e sulle spese sono stati dichiarati inammissibili per genericità o mancata correlazione con la sentenza. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in 1.400 euro, oltre accessori se dovuti.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 42

    L'occupazione è permanente quando l'atto di concessione prevede l'utilizzazione continuativa per tutta la sua durata, superiore all'anno; è temporanea quando è autorizzata per durata inferiore all'anno o presenta modalità non continuative.

    La qualificazione dell'occupazione dipende non soltanto dalla durata annuale, ma anche dal contenuto del titolo autorizzativo e dalle modalità concrete di utilizzo del suolo.

  • D.Lgs. n. 507 del 1993, artt. 44 e 45

    La tassa è commisurata secondo il regime previsto per le occupazioni permanenti o temporanee.

    La disciplina tariffaria varia in funzione della natura effettiva dell'occupazione; la durata di un anno non comporta automaticamente l'applicazione del regime permanente.

  • D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 50

    Per le occupazioni temporanee la denuncia o la richiesta autorizzativa deve essere rinnovata secondo quanto previsto dal titolo e dalla disciplina applicabile; non si presume automaticamente la validità per le annualità successive.

  • D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 51

    Il procedimento di emissione dell'avviso di accertamento TOSAP non richiede uno specifico contraddittorio preventivo con il contribuente né la redazione di un processo verbale di constatazione.

  • Legge n. 212 del 2000, art. 7

    L'obbligo di allegazione riguarda gli atti necessari a rendere comprensibili le ragioni dell'imposizione; non si estende normalmente alle delibere e ai regolamenti comunali pubblicati e quindi giuridicamente conoscibili.

  • Legge n. 549 del 1995, art. 1, comma 87

    La firma autografa è sostituita dall'indicazione a stampa del nominativo del soggetto responsabile quando gli atti sono prodotti da sistemi informativi automatizzati.

    Gli avvisi TOSAP generati automaticamente possono essere validamente sottoscritti mediante indicazione a stampa del responsabile, purché siano rispettati i requisiti previsti dalla norma.

  • Legge n. 296 del 2006, art. 1, comma 161

    Gli enti locali notificano un apposito avviso motivato per la rettifica o l'accertamento d'ufficio.

    La validità dell'atto dipende dalla sua funzione effettiva e dalla sufficiente esposizione dei presupposti della pretesa, non dalla sola denominazione formale utilizzata.

  • D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 7, comma 1

    Le contestazioni sulla motivazione delle sanzioni devono essere specifiche e riferite al concreto trattamento sanzionatorio applicato.

  • D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 53

    Le sanzioni TOSAP devono essere valutate sulla base della concreta violazione e del trattamento applicato; doglianze generiche o non documentate possono essere dichiarate inammissibili.

Massime di principio

  • Per stabilire se un'occupazione di suolo pubblico è temporanea o permanente non basta guardare alla durata indicata in anni: bisogna verificare il titolo autorizzativo e se l'occupazione è continuativa oppure limitata a determinati giorni o ore.
  • Un'autorizzazione annuale non si rinnova necessariamente per gli anni successivi. Se il provvedimento richiede una nuova domanda o prevede la decadenza, il contribuente deve rispettare tale prescrizione.
  • In materia di TOSAP il Comune o il concessionario può emettere l'avviso senza un previo contraddittorio formale o processo verbale di constatazione, salvo specifiche disposizioni diverse applicabili al caso concreto.
  • Le delibere tariffarie e i regolamenti comunali pubblicati non devono necessariamente essere allegati all'avviso; chi ne contesta la pubblicazione deve fornire elementi concreti a sostegno della contestazione.
  • La sottoscrizione automatizzata dell'avviso è valida se l'atto indica a stampa il nominativo del responsabile secondo le condizioni previste dalla legge.
  • La qualificazione dell'atto dipende dal suo contenuto e dalla sua funzione effettiva, non dal fatto che venga denominato contemporaneamente avviso di liquidazione e avviso di accertamento.
  • La prova dell'occupazione abusiva non deve necessariamente consistere in fotografie riferite a ogni singolo giorno: può derivare da documenti, autorizzazioni, accertamenti e presunzioni coerenti.
  • In Cassazione le censure devono indicare con precisione l'errore commesso dal giudice e confrontarsi puntualmente con la motivazione impugnata; contestazioni generiche o prive dei dati necessari sono dichiarate inammissibili.

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