Sentenza n. 13566/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l'annullamento previa sospensione A) del provvedimento n. -OMISSIS-dell’Ambasciata d’Italia a Nuova Delhi pronunziato in data 23/01/2026 e notificato al ricorrente il successivo 30/01/2026 con cui è stata rigettata la richiesta di visto per lavoro subordinato presentata in data 22/12/2025 dal Signor -OMISSIS- sulla base del nulla osta al lavoro subordinato n. -OMISSIS- rilasciato dalla Prefettura di Cosenza in data 21/10/2025 su richiesta del Signor -OMISSIS-, titolare della ditta “Azienda Agricola -OMISSIS-di -OMISSIS-”, corrente in Acri (Cosenza) presentata in data 01/10/2025 nell’ambito del Decreto Flussi 2025; B) di ogni altro provvedimento preordinato, connesso e consequenziale allo stesso.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato improcedibile la domanda di annullamento per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., poiché l'amministrazione aveva rilasciato il visto oggetto della controversia. Ha tuttavia posto le spese a carico dell'amministrazione in applicazione del criterio della soccombenza virtuale, liquidandole in euro 1.000,00 oltre accessori di legge.
Atto impugnato: diniego del visto d'ingresso per lavoro subordinato rilasciato dall'Ambasciata d'Italia a Nuova Delhi
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui l'Ambasciata d'Italia a Nuova Delhi aveva respinto la richiesta di visto per lavoro subordinato presentata sulla base di un nulla osta al lavoro subordinato rilasciato dalla Prefettura di Cosenza nell'ambito del Decreto Flussi 2025. Nel corso del giudizio l'amministrazione ha dichiarato e documentato l'intervenuto rilascio del visto richiesto, determinando il venir meno dell'interesse del ricorrente alla decisione sulla domanda di annullamento.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
sopravvenuto difetto di interesse alla decisione del merito
La sopravvenienza del rilascio del visto richiesto elimina l'interesse attuale alla pronuncia di annullamento e comporta la dichiarazione di improcedibilità della domanda.
art. 60 c.p.a.
La causa è stata definita con sentenza in forma semplificata all'esito della camera di consiglio, previa audizione delle parti.
Massime di principio
- Il rilascio, nel corso del giudizio, del titolo amministrativo inizialmente negato elimina l'interesse attuale del ricorrente alla pronuncia di annullamento del diniego e comporta l'improcedibilità della domanda per sopravvenuto difetto di interesse.
- Quando la sopravvenienza che determina l'improcedibilità è riconducibile all'amministrazione resistente, il giudice può regolare le spese secondo il criterio della soccombenza virtuale, ponendole a carico dell'amministrazione sulla base dell'esito presumibile della controversia.
Come è indicizzato
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