Sentenza n. 1028/2026 - Ancona, Sezione 1
PER L’ACCERTAMENTO del diritto della ricorrente ai benefici economici previsti dall’art. 6-bis d.l. 387/1987, con il conseguente obbligo dell’amministrazione di provvedere alla liquidazione del rispettivo trattamento di fine servizio (cd. indennità di buonuscita) mediante l’inclusione nelle relative basi di calcolo dei sei scatti stipendiali contemplati dalla succitata disposizione.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancato riconoscimento e mancato ricalcolo del trattamento di fine servizio con inclusione dei sei scatti stipendiali
Esito
Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto un’azione di accertamento del diritto ai benefici economici previsti dall’art. 6-bis d.l. 387/1987, chiedendo che l’amministrazione fosse obbligata a liquidare il trattamento di fine servizio, o indennità di buonuscita, includendo nella relativa base di calcolo i sei scatti stipendiali previsti dalla disposizione. Nel corso del giudizio l’INPS ha comunicato di avere adottato, in autotutela, un provvedimento con il quale ha accolto la domanda, procedendo al ricalcolo del TFS e all’inclusione dei sei scatti stipendiali.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., rilevando che la pretesa della ricorrente era stata integralmente soddisfatta dall’INPS nelle more del giudizio. L’intervenuto provvedimento in autotutela ha eliminato la posizione di contrasto tra le parti e ha fatto venir meno sia l’interesse della ricorrente alla prosecuzione del giudizio sia l’obbligo del giudice di pronunciarsi sul merito. Le spese di lite sono state compensate in ragione della tempestività dell’autotutela, della stratificazione normativa e del recente consolidamento dell’orientamento giurisprudenziale; è stato tuttavia disposto il rimborso del contributo unificato in favore della ricorrente, ove versato.
Norme richiamate
art. 6-bis d.l. 387/1987
La disposizione è stata posta a fondamento della pretesa della ricorrente all’inclusione dei sei scatti stipendiali nella base di calcolo del trattamento di fine servizio.
art. 100 c.p.c.
Il venir meno dell’interesse alla prosecuzione del giudizio e dell’obbligo di una pronuncia di merito è stato collegato alla sopravvenuta soddisfazione della pretesa.
art. 34, comma 5, c.p.a.
La piena soddisfazione della pretesa durante il giudizio giustifica la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.
Massime di principio
- La cessazione della materia del contendere può essere dichiarata quando, nelle more del giudizio, l’amministrazione adotta un provvedimento che soddisfa integralmente la pretesa sostanziale dedotta dal ricorrente, facendo venir meno l’interesse alla decisione di merito e la posizione di contrasto tra le parti.
- Quando l’amministrazione riconosce integralmente la pretesa del ricorrente mediante autotutela nel corso del giudizio, il giudice deve definire il processo dichiarando la cessazione della materia del contendere, anziché pronunciarsi sul merito della controversia.
- La tempestività dell’autotutela amministrativa, unitamente alla complessità normativa e al recente consolidamento dell’orientamento giurisprudenziale, può giustificare la compensazione delle spese, ferma restando la ripetizione del contributo unificato in favore del ricorrente ove versato.
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