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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10429/2025 del 17/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale impugnava l'ordinanza della Corte d'appello di Napoli che aveva revocato l'ordine di demolizione di un immobile abusivo a Casal di Principe. Il ricorrente denunciava violazione degli artt. 9 e 31 del d.P.R. 380/2001 sostenendo che la delibera comunale del 2024 aveva valore meramente programmatico e non era seguita dalle necessarie verifiche tecniche (in particolare dal collaudo statico e dalle valutazioni di compatibilità antisismica) richieste per adibire l'immobile a sede di uffici comunali; pertanto al più sarebbe stata opportuna una sospensione e non la revoca dell'ordine di demolizione. Inoltre si censurava la motivazione come illogica e contraddittoria per aver equiparato interessi pubblici diversi (delibera C.C. n.9/2020 per finalità alloggiative e delibera G.C. n.67/2024 per uffici comunali) e per la mancata valutazione se l'interesse pubblico alla conservazione prevalesse sull'interesse al ripristino della legalità.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata. I giudici hanno ritenuto che la revoca dell'ordine di demolizione fosse affetta da errore perché adottata senza che fosse stata previamente accertata la compiuta verifica tecnica dell'immobile (in particolare la presenza del certificato di collaudo statico e la compatibilità con la normativa antisismica) e senza motivazione specifica circa l'attualità e la prevalenza dell'interesse pubblico. La Corte ha precisato che, in mancanza di tali verifiche, il giudice dell'esecuzione avrebbe potuto al più sospendere l'ordine in attesa degli accertamenti tecnici. Ha altresì ricordato che certificazioni di idoneità statica o altri documenti prodotti successivamente non sono equivalenti al certificato di collaudo statico richiesto dalla normativa. L'ordinanza è stata quindi annullata con rinvio per i necessari accertamenti e provvedimenti conformi.

Norme richiamate

  • d.P.R. 380/2001, art. 31

    l'amministrazione comunale, accertata l'esecuzione di interventi in assenza di permesso, in totale difformità dal medesimo o con variazioni essenziali, "ingiunge al proprietario e al responsabile dell'abuso la rimozione o la demolizione indicando nel provvedimento l'area che viene acquisita di diritto"; ai sensi del comma 5, l'opera acquisita "è demolita con ordinanza del dirigente ... salvo che con deliberazione consiliare non si dichiari l'esistenza di prevalenti interessi pubblici"

    La norma consente l'acquisizione al patrimonio comunale e la facoltà per il consiglio comunale di dichiarare prevalenti interessi pubblici che impediscano la demolizione, ma impone che tale dichiarazione sia supportata da adeguata istruttoria e che, in assenza di verifiche tecniche, il giudice possa al più sospendere l'esecuzione in attesa degli accertamenti.

  • d.P.R. 380/2001, art. 24 comma 5 lett. c)

    la 'segnalazione certificata di agibilità' ... sia accompagnata dal certificato di collaudo statico di cui all'articolo 67 del decreto ... e non dalla dichiarazione di idoneità statica

    Il certificato di collaudo statico è requisito formale e sostanziale per l'agibilità e non è surrogabile da una dichiarazione o certificazione di idoneità statica; la mancanza di collaudo impedisce l'agibilità e l'uso dell'immobile per fini pubblici.

  • Legge Regione Campania 6 maggio 2013, n. 5, art. 1 comma 65

    gli immobili acquisiti al patrimonio dei comuni possono: essere destinati prioritariamente ad alloggi di 'edilizia residenziale pubblica'; essere destinati prioritariamente ad alloggi di 'edilizia residenziale sociale'; essere destinati a programmi di 'valorizzazione immobiliare' ...; essere destinati a programmi di 'dismissione immobiliare'.

    La norma regionale disciplina le possibili destinazioni degli immobili acquisiti d'ufficio, giustificando delibere comunali che destinino singoli immobili a specifiche finalità pubbliche, ma non esenta dall'obbligo di motivazione specifica e dalle verifiche tecniche richieste per la destinazione effettiva.

Massime di principio

  • Una delibera comunale che dichiari prevalenti interessi pubblici a favore della conservazione di un immobile abusivo deve essere motivata in modo specifico e riferita al singolo fabbricato, non può limitarsi a valutazioni generali o programmatiche.
  • Prima di revocare un ordine di demolizione il giudice dell'esecuzione deve accertare l'esistenza effettiva e attuale dell'interesse pubblico prevalente, supportato da adeguata istruttoria tecnico-amministrativa (inclusi eventuali accertamenti strutturali e il collaudo statico).
  • In assenza di collaudo statico o di verifiche di compatibilità antisismica, la misura corretta è la sospensione dell'esecuzione in attesa degli accertamenti, non la revoca automatica dell'ordine di demolizione.
  • La 'dichiarazione/certificazione di idoneità statica' non equivale al certificato di collaudo statico richiesto per l'agibilità: la mancanza di quest'ultimo impedisce l'uso dell'immobile per finalità pubbliche e non può essere sanata da atti successivi alla decisione impugnata in sede di legittimità.
  • Atti amministrativi sopravvenuti adottati dopo la decisione impugnata non possono normalmente sanare vizi di legittimità rilevati in sede di cassazione; il sindacato di legittimità valuta la situazione temporale e documentale al momento della decisione impugnata.

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