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Sentenza

Sentenza n. 15029/2026 - Roma, Sezione 4

Per l’accertamento, dell’illegittimità del silenzio serbato dal Ministero delle imprese e del made in Italy - Dipartimento mercato e tutela- Direzione generale consumatori e mercato- Divisione V. Servizi assicurativi, servizi professionali, anche non organizzati in ordini o collegi, riconoscimento titoli professionali, nei confronti della “domanda di riconoscimento dei titoli e qualifiche professionali acquisite nei paesi dell'Unione europea, dello spazio economico europeo e della Confederazione elvetica (artt. 16 e ss e 27 e ss. Decreto legislativo 206/2007)” presentata in data 17/07/2025 da Duski Mohammed;

Giustizia amministrativa202605877

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IVSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato sulla domanda di riconoscimento di una qualifica professionale conseguita all'estero

Esito

ESTINZIONE

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto, ai sensi dell'art. 117 c.p.a., un ricorso contro il silenzio del Ministero delle imprese e del made in Italy sulla domanda, presentata nel luglio 2025, di riconoscimento della qualifica professionale conseguita all'estero per l'esercizio in Italia dell'attività di acconciatore. Nel corso del giudizio il Ministero ha adottato un provvedimento espresso di riconoscimento del titolo. Successivamente il ricorrente ha dichiarato di rinunciare al ricorso; l'Amministrazione non si è opposta alla rinuncia.

La decisione

Il TAR ha dichiarato estinto il giudizio per intervenuta rinuncia, ai sensi dell'art. 35, comma 2, lett. c), c.p.a., rilevando l'assenza di opposizione dell'Amministrazione resistente. La sopravvenuta adozione del provvedimento espresso di riconoscimento ha fatto venir meno l'interesse alla decisione sul silenzio. Le spese sono state compensate in ragione della tardiva adozione del provvedimento amministrativo e della sostanziale fondatezza della pretesa del ricorrente. Il Collegio ha inoltre disposto che la liquidazione dei compensi al difensore per il patrocinio a spese dello Stato avvenga con separato decreto, ove ne ricorrano i presupposti.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il ricorso avverso il silenzio dell'amministrazione, proposto dal ricorrente per ottenere una decisione sulla domanda di riconoscimento della qualifica professionale.

  • art. 35, comma 2, lett. c), c.p.a.

    Consente di dichiarare l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso, in assenza di opposizione dell'amministrazione resistente.

  • artt. 16 e ss. e 27 e ss. d.lgs. 206/2007

    Costituiscono il riferimento normativo della domanda amministrativa di riconoscimento dei titoli e delle qualifiche professionali acquisite in altri Stati dell'Unione europea, dello Spazio economico europeo e della Confederazione elvetica.

  • art. 60 c.p.a.

    Indicato nell'epigrafe quale base procedurale per la definizione della controversia in forma semplificata.

Massime di principio

  • La rinuncia al ricorso determina l'estinzione del giudizio quando sia intervenuta senza opposizione della parte resistente, ai sensi dell'art. 35, comma 2, lett. c), c.p.a.
  • Nel giudizio avverso il silenzio, l'adozione nelle more di un provvedimento espresso sulla domanda amministrativa e la successiva rinuncia del ricorrente consentono di definire il processo dichiarandone l'estinzione.
  • La tardiva adozione del provvedimento espresso e la sostanziale fondatezza della pretesa azionata possono giustificare la compensazione delle spese di lite, anche in presenza di estinzione per rinuncia.

Come è indicizzato

MaterieTermini del procedimento e silenzioEstinzione, perenzione e improcedibilitàRiconoscimento dei titoli di studio
RamiProcedimento amministrativoProcesso amministrativoProfessioni e ordini professionali
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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