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Sentenza

Sentenza n. 8/2026 - Palermo, Sezione 3

per la declaratoria di illegittimità del silenzio inadempimento formatosi in relazione all’istanza con la quale l’odierno ricorrente, in data 19 luglio 2024, ha chiesto - per la figlia -OMISSIS- - “l’accesso al beneficio economico per i nuovi soggetti affetti da disabilità gravissima di cui all’art. 3 del D.M. 26 settembre 2016 per l’applicazione dell’art. 9 della l.r. 8/2017 e ss.mm.ii. e del D.P.R.S. 31 agosto 2018, n. 589”; nonché per l’accertamento dell’obbligo dell’ASP di Palermo di procedere alla conclusione del procedimento avviato dal ricorrente con la detta istanza.

Giustizia amministrativa202501846

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sull'istanza di accesso al beneficio economico per disabilità gravissima

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (genitore della beneficiaria)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha chiesto la declaratoria di illegittimità del silenzio-inadempimento formatosi sull'istanza del 19 luglio 2024, con la quale aveva domandato, per la figlia minore, l'accesso al beneficio economico previsto per i nuovi soggetti affetti da disabilità gravissima, nonché l'accertamento dell'obbligo dell'ASP di Palermo di concludere il procedimento. Dopo la notifica del ricorso, l'ASP ha sottoposto la minore alla visita per l'accertamento della condizione di disabilità gravissima e ha sottoscritto con il ricorrente il patto di cura, definendo il procedimento. Il ricorrente ha quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, con condanna dell'amministrazione alle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., poiché, nelle more del giudizio, l'amministrazione ha compiuto gli atti richiesti e ha definito il procedimento avviato con l'istanza del 19 luglio 2024. Le spese sono state poste a carico dell'ASP di Palermo secondo il principio della soccombenza virtuale, con liquidazione di € 1.500,00 oltre accessori e distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La cessazione della materia del contendere è dichiarata quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione adotta una determinazione integralmente satisfattiva della pretesa azionata, rendendo non più attuale la controversia.

  • art. 9 l.r. Sicilia 8/2017

    Richiamato quale base normativa regionale del beneficio economico per i soggetti affetti da disabilità gravissima.

  • art. 3 D.M. 26 settembre 2016

    Richiamato quale fonte del beneficio economico per i nuovi soggetti affetti da disabilità gravissima.

  • D.P.R.S. 31 agosto 2018, n. 589

    Richiamato quale disciplina regionale applicativa del beneficio.

Massime di principio

  • Quando, nelle more del giudizio instaurato contro il silenzio-inadempimento, l'amministrazione definisce integralmente il procedimento e soddisfa la pretesa sostanziale del ricorrente, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • La definizione del procedimento successiva alla proposizione del ricorso non esclude la regolazione delle spese secondo il principio della soccombenza virtuale: l'amministrazione può essere condannata alle spese se il suo comportamento omissivo ha reso necessaria l'instaurazione del giudizio.

Come è indicizzato

MaterieTermini del procedimento e silenzioEstinzione, perenzione e improcedibilitàAssistenza e prestazioni sanitarie
RamiProcedimento amministrativoProcesso amministrativoSanità
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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