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Ordinanza

Ordinanza n. 401/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento previa sospensione delle più opportune misure cautelari, del giudizio di non idoneità alla prova orale dell’Esame di Stato per l’abilitazione alla professione di Ingegnere – Sezione B (Junior) – Settore dell’Informazione – Sessione Unica 2025, sostenuta dal ricorrente in data 19 settembre 2025 presso la Sapienza Università di Roma (doc. n. 1) nonché di qualsiasi altro atto presupposto connesso e/o conseguenziale, per quanto di interesse del ricorrente, tra cui, in particolare, il verbale della Commissione esaminatrice della suddetta prova orale attestante il mancato superamento dell’esame; del verbale della Commissione esaminatrice che ha determinato l’esito finale ivi inclusa l’eventuale comunicazione ministeriale dell’esito ad oggi sconosciuta con riserva di motivi aggiunti quando saranno depositati in giudizio dall’amministrazione ovvero altrimenti conosciuti.

Giustizia amministrativa202515276

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: giudizio di non idoneità alla prova orale dell'esame di Stato per l'abilitazione alla professione di ingegnere – Sezione B, settore dell'Informazione, sessione unica 2025, e relativi verbali

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il giudizio di non idoneità riportato nella prova orale sostenuta il 19 settembre 2025 presso Sapienza Università di Roma, nonché il verbale della Commissione esaminatrice attestante il mancato superamento dell'esame, il verbale relativo all'esito finale e ogni ulteriore atto presupposto, connesso o conseguenziale. Ha proposto domanda cautelare di sospensione, riservandosi motivi aggiunti rispetto agli atti eventualmente non ancora conosciuti o depositati dall'amministrazione. Il testo dell'ordinanza non espone il contenuto specifico delle censure dedotte, limitandosi a rilevare che esse necessitano di adeguato approfondimento.

La decisione

Il TAR non ha definito la controversia in sede cautelare. Ha ritenuto che le censure richiedessero un approfondimento incompatibile con la sommaria delibazione propria della fase cautelare e ha considerato adeguata tutela del pregiudizio prospettato la ravvicinata fissazione dell'udienza di merito. Ha quindi fissato l'udienza pubblica del 10 giugno 2026 per la trattazione del ricorso, senza concedere la sospensione richiesta. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo la disciplina delle misure cautelari nel processo amministrativo; il giudice ha ritenuto non possibile definire le censure mediante sommaria delibazione e ha accordato tutela attraverso la ravvicinata fissazione del merito.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando le censure dedotte in un ricorso richiedono un approfondimento incompatibile con la sommaria delibazione cautelare, il giudice può non concedere la sospensione e fissare una ravvicinata udienza di merito quale risposta al pregiudizio allegato.
  • La ravvicinata trattazione nel merito può costituire misura adeguata rispetto al pregiudizio cautelare prospettato, senza che ciò comporti una decisione definitiva sulla fondatezza delle censure.

Come è indicizzato

MaterieTutela cautelareEsami di abilitazione
RamiProcesso amministrativoProfessioni e ordini professionali
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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