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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41402/2024 del 12/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis cod. proc. pen., dedotto perché la Corte di Cassazione non avrebbe esaminato il quarto motivo di ricorso in cassazione, con cui si denunciava la violazione degli artt. 99 e 133 c.p. per omessa motivazione sulla quantificazione della pena e per la mancata esclusione della recidiva (la pena era stata aumentata della metà per recidiva dal primo giudice e confermata in appello). Si contestava che il quarto motivo non fosse stato implicitamente assorbito e che la sua mancata valutazione fosse una svista percettiva decisiva, idonea a determinare diversa decisione. È stata inoltre richiesta, ai sensi del secondo comma dell'art. 625-bis, la sospensione degli effetti della sentenza di condanna divenuta definitiva e del procedimento esecutivo.

La decisione

Il Tribunale ha ritenuto il ricorso fondato. Ha accertato che la sentenza impugnata non aveva affrontato, neppure implicitamente, il quarto motivo relativo al trattamento sanzionatorio e alla recidiva, e che tale omissione costituiva una svista percettiva rilevante e potenzialmente decisiva. Richiamata la giurisprudenza (Sez. U. n.16103/2002 e successivi orientamenti) sul contenuto e sui limiti dell'art. 625-bis, la Corte ha dichiarato ammissibile il ricorso straordinario, revocato la sentenza emessa il 24/01/2024 (R.G. n.33689/23) e rinviato il procedimento a nuovo ruolo per la celebrazione del rinnovato giudizio di cassazione nei confronti della sentenza della Corte d'Appello di L'Aquila del 04/04/2023. Ha disposto inoltre l'inoltro degli adempimenti di cancelleria e l'acquisizione del fascicolo originario.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Strumento del ricorso straordinario per errore di fatto: rimedio straordinario volto a correggere decisioni fondate su una errata percezione dei fatti o su omissioni manifestamente derivanti da svista materiale. Richiede che l'errore riguardi fatti la cui esistenza o inesistenza sia incontrovertibile oppure che derivi dall'omesso esame di un motivo specifico dotato di decisività. Prevede anche la possibilità di chiedere la sospensione degli effetti della sentenza (secondo comma).

  • art. 99 cod. pen.

    Norma richiamata in tema di recidiva/valutazione delle circostanze personali che incidono sul trattamento sanzionatorio; la sua interpretazione nella sentenza riguarda l'obbligo del giudice di motivare sull'eventuale esistenza o esclusione della recidiva come circostanza aggravante.

  • art. 133 cod. pen.

    Norma sulla determinazione della pena: obbligo di motivazione del giudice in ordine ai criteri e alla quantificazione della pena; nella fattispecie il quarto motivo censurava l'omessa motivazione circa l'entità della pena in relazione alla recidiva.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario ex art. 625-bis è ammesso solo per errori di fatto chiari: omissione di un motivo dotato di decisività o supposizione di fatti incontrovertibilmente inesistenti/estisti.
  • Per ottenere l'accoglimento bisogna dimostrare che l'omissione è derivata da una svista percettiva (mancata lettura/valutazione) e che, in presenza dell'esame, la decisione sarebbe stata inevitabilmente diversa (nesso di causalità necessario).
  • La procedura correttiva prevista dalla giurisprudenza è bifasica: prima la caducazione immediata del provvedimento viziato e poi la celebrazione dell'udienza per il rinnovato giudizio di merito (sostituzione della precedente decisione se del caso).
  • La semplice deduzione di un errore di diritto o di una valutazione controversa non è sufficiente: l'errore deve avere natura percettiva e riguardare fatti o omissioni evidenti.
  • È opportuno, quando possibile, chiedere espressamente la sospensione degli effetti della sentenza irrevocabile (secondo comma art. 625-bis), sapendo che si tratta di rimedio eccezionale valutato discrezionalmente dal giudice.

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