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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17883/2025 del 13/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Arlia era stato sottoposto ad arresti domiciliari (ordinanza GIP Tribunale di Paola 4/3/2013) per più episodi di cessione di cocaina e un episodio di offerta in vendita, sulla base di intercettazioni telefoniche e sequestri collegati. In dibattimento fu assolto con sentenza irrevocabile (11/4/2022) per mancata trascrizione delle intercettazioni e per la mancata conferma, da parte dei presunti acquirenti, delle cessioni. Il giudice della riparazione riconobbe invece la sussistenza della colpa grave dell'istante fondandosi sulle risultanze captative (anche se non trascritte) e rigettò la domanda di riparazione. Avvocato difensore impugnò l'ordinanza di rigetto lamentando violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che il giudice della riparazione si era sostituito al giudice penale e si era basato su elementi esclusi dalla sentenza assolutoria.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta genericità e infondatezza, rilevando la mancanza di un confronto specifico con i motivi dell'ordinanza impugnata. Ha confermato la correttezza del giudice della riparazione nel valutare autonomamente, ex ante, gli elementi probatori disponibili per stabilire se l'istante abbia dato causa con dolo o colpa grave alla misura cautelare. Ha altresì ribadito che, nel giudizio di riparazione, possono essere utilizzate le intercettazioni non trascritte tramite la lettura del brogliaccio di cui all'art. 268 comma 2 c.p.p., per dimostrare il contenuto del colloquio intercettato. Rigetto del ricorso; condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al rimborso delle spese di rappresentanza e difesa del Ministero resistente, liquidate in complessivi euro 1.000 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (T.U. stupefacenti)

    Norma rilevante per individuare i reati originari (detenzione e cessione di stupefacenti) che hanno determinato l'emissione della misura cautelare; utilizzata a titolo descrittivo per i capi di imputazione all'origine della detenzione.

  • art. 591 comma 1 lett. c) c.p.p.

    Norma che disciplina l'inammissibilità dei ricorsi per genericità/aspecificità; la Corte l'ha invocata per dichiarare inammissibile il ricorso privo di confronto specifico con la decisione impugnata.

  • art. 268 comma 2 c.p.p. (brogliaccio delle intercettazioni)

    Consente la redazione e l'utilizzo del brogliaccio delle intercettazioni; la Corte ha confermato che, nel giudizio di riparazione, è possibile desumere il contenuto delle intercettazioni non trascritte dalla lettura del brogliaccio per valutare la colpa grave dell'istante.

  • Sez. 4, n. 3359 del 22/09/2016 (La Fornara)

    Principio secondo cui il giudizio di riparazione è autonomo rispetto al giudizio penale di merito: il giudice della riparazione deve valutare ex ante se la condotta dell'interessato abbia creato la falsa apparenza di configurabilità del reato, senza riaccedere alla regola dell'al di là di ogni ragionevole dubbio.

  • Sez. 4, n. 41396 del 15/09/2016 (Piccolo)

    Affermato che il giudice della riparazione valuta il comportamento dell'imputato alla luce del quadro indiziario su cui si è fondato il titolo cautelare, salvo che gli elementi indiziari siano stati dichiarati assolutamente inutilizzabili o neutralizzati nel processo di assoluzione.

  • Sez. 4, n. 15132 del 25/03/2014 (Kasimov)

    Stabilito che, nel procedimento di riparazione, è utilizzabile il brogliaccio delle intercettazioni per dimostrare il contenuto di conversazioni acquisite nelle indagini preliminari ma non trascritte nel dibattimento.

  • Sez. 5, n. 28011 del 15/2/2013 (Sammarco) e Sez. 4, n. 18826 del 9/2/2012 (Pezzo)

    Giurisprudenza richiamata a supporto del principio per cui il ricorso deve contenere specificità e confronto con la decisione impugnata, altrimenti è inammissibile per aspecificità.

Massime di principio

  • Il giudizio per la riparazione dell'ingiusta detenzione è autonomo rispetto al processo penale di merito: il giudice della riparazione valuta ex ante se il comportamento dell'interessato abbia creato la falsa apparenza della sussistenza del reato, anche se nel processo penale il soggetto è stato assolto.
  • Le intercettazioni telefoniche non trascritte possono essere utilizzate nel giudizio di riparazione mediante la lettura del brogliaccio ai sensi dell'art. 268 c.p.p., salvo che esse siano state dichiarate assolutamente inutilizzabili.
  • L'assoluzione nel dibattimento non esclude automaticamente la responsabilità per grave colpa o dolo ai fini della riparazione: è necessario verificare se gli elementi indiziari che avevano giustificato la misura cautelare siano stati neutralizzati o esclusi definitivamente.
  • Il ricorso è inammissibile se generico o privo di un confronto specifico con le ragioni e le esplicitazioni contenute nel provvedimento impugnato; l'assenza di specificità comporta inammissibilità ai sensi della giurisprudenza consolidata.
  • L'inerzia o i ritardi dell'azione del pubblico ministero (o altri fattori esterni) possono non essere imputabili all'istante e non giustificano di per sé la ricostruzione di colpa grave; il giudice della riparazione deve valutare la responsabilità personale rispetto alla misura cautelare.

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