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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 157/2023 del 05/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha dichiarato insussistente il conflitto di competenza sollevato dal Tribunale di Catanzaro e, sulla base dei criteri residuali e dei dati anagrafici/documentali (verbali di elezione di domicilio del 3/12/2012 e del 7/3/2019), ha individuato e dichiarato la competenza del Tribunale di Vibo Valentia, disponendo la trasmissione degli atti a quest'ultimo.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Disputa sulla competenza a giudicare per i reati ascritti a Francesco Criniti (artt. 640 e 648 c.p.) commessi in luogo sconosciuto tra il 10/06/2015 e il 03/07/2015. Il Tribunale di Macerata si era dichiarato incompetente e aveva trasmesso gli atti alla Procura presso il Tribunale di Catanzaro applicando i criteri residuali dell'art. 9, comma 2, c.p.p.; il Tribunale di Catanzaro, a sua volta, si era poi dichiarato incompetente individuando quale giudice competente il Tribunale di Vibo Valentia in ragione della residenza e dell'elezione di domicilio di Criniti a Soriano Calabro, e ha sollevato conflitto negativo di competenza davanti alla Corte di Cassazione.

Norme richiamate

  • art. 9, comma secondo, cod. proc. pen.

    Criteri residuali di attribuzione della competenza in caso di luogo del reato sconosciuto: si applicano gli altri criteri (residenza, domicilio, elezione di domicilio) per individuare il giudice competente; qui ha portato a ritenere competente il Tribunale di Vibo Valentia per la residenza/elezione di domicilio dell'imputato.

  • art. 28 cod. proc. pen.

    Disciplina del conflitto di competenza; la Corte ha ritenuto che nel caso in esame non configurasse un conflitto negativo tra due organi giurisdizionali in senso formale, dato che uno dei giudici aveva individuato una terza autorità competente.

  • artt. 640 e 648 cod. pen.

    Fattispecie penali contestate all'imputato (truffa e ricettazione/reati collegati); relevant per l'oggetto del procedimento ma non decisivi sulla regola di competenza, che è stata determinata dagli elementi anagrafici e dai criteri processuali.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 1, n. 5610 del 26/01/2022 richiamata)

    Principio secondo cui la Corte di cassazione, nel decidere sul conflitto, non è vincolata alle indicazioni dei giudici in conflitto e può individuare la competenza anche a favore di un 'terzo giudice' non parte del regolamento di competenza; applicato nel caso per assegnare la competenza al Tribunale di Vibo Valentia.

Massime di principio

  • Se il luogo del reato è sconosciuto, si applicano i criteri residuali dell'art. 9 c.p.p.: competenza del tribunale del luogo di residenza o del domicilio (anche elettivo) dell'imputato, quando emergono dati anagrafici/documentali in tal senso.
  • Quando un giudice si dichiara incompetente e individua espressamente un terzo giudice competente, non si configura automaticamente un conflitto negativo tra i due primi giudici; il rimedio corretto è la trasmissione per competenza al giudice indicato, non necessariamente il regolamento di competenza alla Cassazione.
  • Il conflitto negativo ex art. 28 c.p.p. sussiste quando due organi affermano contemporaneamente la propria competenza sul medesimo fatto; se entrambi negano la competenza e uno indica un terzo giudice, il conflitto formale non si realizza.
  • La Corte di Cassazione può, nel procedimento per conflitto, non limitarsi alle indicazioni dei giudici in causa e può attribuire direttamente la competenza a un terzo giudice se ciò risulta dalla normativa e dagli elementi di fatto/documentali.
  • Per evitare ritardi e inutili regolamenti, è buona prassi verificare tempestivamente documenti anagrafici e verbali di elezione di domicilio: questi elementi possono essere decisivi per l'individuazione del giudice competente quando il luogo del reato è incerto.

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