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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1208/2024 del 10/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso articolato in tre motivi: 1) violazione e inesatta applicazione della legge penale e vizio di motivazione in relazione all'art. 52 c.p. (legittima difesa): si contesta che i giudici di merito abbiano escluso la legittima difesa senza valutare adeguatamente necessità e proporzione della reazione a uno schiaffo ricevuto; 2) vizio di motivazione ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p. rispetto all'accertamento del porto/originaria titolarità del coltello, ritenuto apodittico; 3) inosservanza ed errata applicazione degli artt. 62‑bis e 133 c.p.: si deduce la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche nonostante giovane età e incensuratezza e si denunzia un errore di calcolo nella determinazione della pena contestando la quantificazione finale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto corretta e congrua la valutazione del merito secondo cui, anche se fosse accertata una iniziale aggressione (uno schiaffo o l'uso di un casco), la reazione di Kosova con numerosi fendenti in aree vitali ha ecceduto i limiti della normale necessità difensiva, escludendo la legittima difesa. Sul secondo motivo ha dichiarato la censura manifestamente infondata: i giudici di merito hanno motivato in modo congruo la ricostruzione secondo cui Kosova era in possesso del coltello e l'ipotesi alternativa era meramente congetturale. Sul terzo motivo ha ritenuto legittima la negazione delle attenuanti generiche sulla base del comportamento dell'imputato (non collaborativo e teso a minimizzare la responsabilità) e ha rilevato che l'apparente errore di calcolo si trova nella motivazione di primo grado, non nel dispositivo; pertanto il dispositivo (pena finale anni 5 e mesi 4 di reclusione) resta valido e la motivazione di primo grado va corretta indicando il calcolo coerente (pena base per il tentato omicidio anni 7 e mesi 6, aumentata di 6 mesi per il porto del coltello, quindi ridotta di un terzo per il rito abbreviato). Il ricorrente è condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 52 cod. pen.

    La legittima difesa richiede aggressione ingiusta, pericolo attuale, necessità e proporzione della reazione; se la reazione eccede tali limiti (es. colpi multipli in aree vitali) non opera la causa di giustificazione

  • art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Motivazione e violazione della legge penale possono essere dedotte in cassazione quando la decisione di merito sia ritenuta erronea o illogica; però la Corte valuta la congruità della motivazione del giudice di merito

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Consente di dedurre la mancanza di motivazione su fatti decisivi (es. possesso originario dell'arma); la Cassazione richiede che l'assenza di motivazione sia effettiva e non una mera disputa sulla valutazione probatoria

  • art. 62‑bis cod. pen.

    Le circostanze attenuanti generiche possono essere negate anche se l'imputato è incensurato o giovane, quando emergono elementi che rendono ingiustificato il riconoscimento (es. comportamento non collaborativo, tentativi di minimizzare/mentire)

  • art. 133 cod. pen.

    Disciplina la determinazione della pena e la sua quantificazione; la Corte ricorda che in caso di contrasto tra dispositivo e motivazione prevale il dispositivo salvo che il dispositivo contenga un errore materiale che favorisca l'imputato

Massime di principio

  • Per invocare la legittima difesa occorre provare non solo l'aggressione ingiusta ma anche l'attualità del pericolo, la necessità della reazione e la proporzione tra difesa e offesa; una reazione eccessiva rispetto all'offesa iniziale esclude la giustificazione
  • Quando la reazione difensiva comporta l'uso di armi e lesioni in aree vitali, i giudici valutano strettamente la proporzione: anche un'aggressione fisica preliminare (es. uno schiaffo) difficilmente giustifica colpi multipli con un coltello
  • Sul punto del possesso dell'arma, la Cassazione non annulla per mere alternative congetturali: il dubbio deve essere ragionevole e sostenuto da elementi logici e probatori concreti, non da ipotesi plausibili ma non suffragate
  • La mancata concessione delle attenuanti generiche può essere motivata dal comportamento complessivo dell'imputato (mancata collaborazione, menzogne, tentativi di elusione delle responsabilità), quindi la sola giovane età o l'assenza di precedenti non sono automaticamente determinanti
  • Errori di calcolo o incongruenze tra motivazione e dispositivo non determinano automaticamente annullamento: il dispositivo prevale salvo errore materiale che comporti un vantaggio per l'imputato; in tal caso la motivazione va corretta
  • In ricorsi per cassazione, è cruciale distinguere censure di diritto da mere rimostranze sulla valutazione delle prove: la Suprema Corte sindaca la motivazione del merito su questioni giuridiche e vizi motivazionali gravi, non il libero convincimento fondato su elementi di fatto congruamente motivati

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