Cassazione Civile, Sentenza n. 27040/2024 del 18/10/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza d'appello che aveva disposto lo scioglimento della comunione e la divisione in natura del fabbricato mediante suddivisione verticale in quattro mini-appartamenti. I ricorrenti censuravano in plurimi motivi: violazioni procedurali (ammissione di documenti in appello, attività del CTU, mancato deposito del progetto divisionale, difetto di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, violazione del diritto di difesa), omesso esame del presunto giudicato sulla indivisibilità, erronea valutazione delle prove sulla consistenza originaria dell'immobile, e, sostanzialmente, la non comoda divisibilità e la incompatibilità urbanistica della divisione proposta (abusi edilizi, inefficacia della CILA in sanatoria, vincoli paesaggistici e strumenti urbanistici locali). Inoltre contestavano la quantificazione e la compensazione delle spese processuali.
La decisione
La Corte di Cassazione ha esaminato i motivi e ha ritenuto inammissibili o infondati numerosi rilievi (tra cui le censure sull'acquisizione da parte del c.t.u. delle licenze del 1938, le contestazioni sulla valutazione delle prove documentali/orali e sull'ambito del giudicato interno, nonché questioni processuali legate al deposito tardivo di carte e all'operato del giudice istruttore). Tuttavia ha ritenuto fondati i motivi relativi al merito sulla modalità della divisione (in particolare i motivi ottavo, nono e decimo): la Corte ha rilevato che la decisione di merito non ha svolto un adeguato e concreto accertamento sulla comoda divisibilità alla luce della normativa urbanistica e dei vincoli presenti e non ha verificato compiutamente la fattibilità giuridica del frazionamento proposto senza arrecare sensibile deprezzamento o imposizioni eccessive ai condividenti. Per tali aspetti la sentenza impugnata è stata annullata e il procedimento rinviato (con statuizione parziale di cassazione) alla Corte d'Appello di Napoli per nuovo esame sulle modalità di attuazione della divisione e sulla verifica della compatibilità urbanistica e della comoda divisibilità. Sulla restante parte la sentenza di merito è stata confermata. Sulle spese della Cassazione e sui profili esecutivi la Corte ha disposto le conseguenze di rito (rimando per nuova valutazione; decisione di merito parzialmente cassata).
Norme richiamate
art. 345 cod. proc. civ.
Divieto di produzione di nuovi documenti in appello, superabile se la parte dimostra impossibilità di produrli in primo grado per causa non imputabile; non si applica alle acquisizioni compiute dal consulente d'ufficio nell'ambito della rinnovazione istruttoria
art. 360 cod. proc. civ. (nn. 3,4,5)
Criteri di ammissibilità del ricorso per cassazione: violazione di norme processuali e di motivazione; i motivi impugnati sono stati valutati nei limiti del sindacato di legittimità
art. 46 d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (ex art. 17 legge 47/1985)
Prescrive i requisiti documentali per atti tra vivi relativi ad edifici: la regolarità edilizia (o la documentazione attestante il titolo) è condizione della commerciabilità e rilevabile d'ufficio; assenza o carenza della documentazione inibisce la divisione di fabbricati
art. 40 legge 47/1985
Norma collegata alla disciplina delle opere antecedenti al 1967: la mancanza degli estremi del titolo edilizio negli atti tra vivi può comportare nullità; la regolarità formale del titolo è requisito essenziale
art. 720 cod. civ.
La divisione giudiziale deve garantire 'comoda divisibilità': l'operazione non deve produrre sensibile deprezzamento né porzioni non autonome o gravate da servitù eccessive
art. 789 cod. proc. civ.
Regole sul progetto di divisione e sulla fase istruttoria: il deposito del progetto e la fissazione per la comparizione sono finalizzati a consentire una definizione concordata, ma il giudice può omettere questi adempimenti se è evidente l'impossibilità di una soluzione concordata
artt. 115,116 cod. proc. civ.
Regole sulla valutazione e sul potere discrezionale del giudice nella valutazione delle prove; sindacato in cassazione è limitato e non consente riesame libero del fatto salvo vizi di motivazione essenziali
art. 2697 cod. civ.
Onere della prova: la Cassazione non investe il merito della valutazione probatoria se non sussistono errori di diritto sull'attribuzione dell'onere probatorio
legge n. 1497/1939 e legge n. 431/1985
Richiamate in relazione ai vincoli paesaggistici e territoriali che possono influire sulla fattibilità giuridica di interventi di frazionamento/frazionamento edilizio
D.M. 14/12/1955 (Piano Territoriale Paesistico di Posillipo)
Strumento paesaggistico richiamato come possibile limitazione alla fattibilità degli interventi di frazionamento sulla proprietà
D.M. n. 55 del 2014
Norma richiamata relativamente ai parametri per la liquidazione delle spese processuali (contestata la sua applicazione nella quantificazione delle spese)
art. 37 cod. proc. civ.
Questione di giurisdizione e conflitto con poteri amministrativi: la Cassazione ricorda i limiti della giurisdizione del giudice ordinario rispetto a questioni amministrative, ma conferma che l'annullamento amministrativo non produce automaticamente giudicato civile sulla commerciabilità del bene
Massime di principio
- Il consulente tecnico d'ufficio può acquisire documenti necessari all'espletamento dell'incarico anche se non prodotti dalle parti, e le acquisizioni del CTU non sono soggette alle preclusioni istruttorie delle parti, purché non travalichino il mandato assegnato
- Il divieto di produrre nuovi documenti in appello (art.345 c.p.c.) può essere derogato solo se i documenti si sono formati dopo il primo grado o la loro mancata produzione in primo grado è per causa non imputabile alla parte; tuttavia documenti prodotti tardivamente non vincolano il giudice se non valutati come determinanti
- Prima di disporre la divisione di un fabbricato il giudice deve accertare la regolarità urbanistica: la mancanza degli estremi del titolo edilizio (o di idonea documentazione) è rilevabile d'ufficio e può inibire lo scioglimento della comunione
- La valutazione della comoda divisibilità richiede un accertamento concreto e puntuale della fattibilità giuridico‑urbanistica e dell'impatto economico della divisione: non è sufficiente una valutazione meramente astratta o generica del CTU
- I provvedimenti amministrativi (annullamenti, ordini di ripristino) non producono automaticamente un giudicato civile sulla commerciabilità del bene; il giudice civile deve però tenerne conto nella verifica della fattibilità dell'intervento e nella valutazione della divisibilità
- In cassazione il sindacato sulle valutazioni di fatto è molto limitato: vizi di motivazione gravi, mancanza della motivazione o errori di diritto nell'applicazione delle norme costituiscono gli unici percorsi efficaci di impugnazione
- La modalità concreta della divisione (orizzontale vs verticale, modifiche da imporre ai condividenti, uso delle pertinenze comuni) deve rispettare il principio che la divisione non possa imporre un facere e non debba sensibilmente deprezzare le quote; se ciò si verifica la divisione in natura deve essere esclusa e sostituita da vendita e ripartizione del ricavato
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