Sentenza n. 580/2026 - Genova, Sezione 2
per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Savona, Sezione Lavoro, 25.3.2025, n. 71.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Savona, Sezione Lavoro, 25 marzo 2025, n. 71, concernente l'attribuzione della carta del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docenti beneficiari)
Prevale il privato
La controversia
Cinque docenti hanno proposto ricorso per ottenere l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Savona, Sezione Lavoro, 25 marzo 2025, n. 71. La sentenza aveva condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito ad assegnare a ciascun ricorrente la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, del valore di 500 euro per ciascuna annualità scolastica individuata nel titolo, con maggiorazione di interessi o rivalutazione dalla data del diritto all'accredito fino alla concreta attribuzione. Il Ministero si è costituito senza formulare contestazioni di merito. Il ricorso è stato proposto dopo l'inutile decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, rilevando l'assenza di contestazioni sostanziali da parte dell'amministrazione e l'inutile decorso del termine dilatorio previsto per l'esecuzione dei titoli esecutivi nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione alla sentenza del Tribunale di Savona entro 60 giorni dalla comunicazione della pronuncia, mediante l'emissione della carta del docente intestata ai ricorrenti e l'accredito delle somme relative alle annualità riconosciute nel giudicato. Per l'eventuale ulteriore inottemperanza ha nominato commissario ad acta il Direttore della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con l'incarico di provvedere in sostituzione dell'amministrazione entro ulteriori 30 giorni dall'accertamento della persistente inottemperanza. Il Ministero è stato condannato al pagamento di 500 euro, oltre spese generali, IVA e CPA, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 14 d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997
termine dilatorio di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo
Il decorso del termine dilatorio costituisce presupposto per procedere giudizialmente all'esecuzione del titolo nei confronti dell'amministrazione inadempiente.
art. 22, comma 36, l. 724/1994
maggiorazione di interessi o rivalutazione
La sentenza esecutiva riconosce la maggiorazione spettante dalla data del diritto all'accredito fino alla concreta attribuzione della carta e delle somme.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, l'inutile decorso del termine dilatorio previsto per l'esecuzione dei titoli esecutivi nei confronti della pubblica amministrazione, unitamente all'assenza di contestazioni sostanziali dell'amministrazione, giustifica l'ordine giudiziale di esecuzione del giudicato.
- Il giudice dell'ottemperanza può fissare un termine perentorio entro il quale l'amministrazione deve adottare gli atti necessari a dare integrale esecuzione al giudicato, indicando puntualmente le attività dovute e le somme da accreditare.
- In caso di persistente inottemperanza dell'amministrazione dopo il termine assegnato, il giudice può nominare un commissario ad acta con il compito di provvedere in sostituzione dell'amministrazione entro un ulteriore termine stabilito nella sentenza.
- La nomina del commissario ad acta può essere disposta già nella sentenza che definisce il giudizio di ottemperanza, con efficacia subordinata all'accertamento della mancata esecuzione dell'ordine impartito all'amministrazione.
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