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Ordinanza

Ordinanza n. 4002/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, DM DI RIGETTO ISTANZA DI CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA (K10/-OMISSIS-)

Giustizia amministrativa202607149

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana per naturalizzazione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto ministeriale di rigetto dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Nell'ordinanza non sono specificati i motivi di illegittimità dedotti contro il diniego; è esaminata esclusivamente la domanda cautelare sotto il profilo del periculum in mora. Il giudice ha ritenuto non dedotto né ravvisabile un danno grave e irreparabile derivante dal mancato conseguimento della cittadinanza.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a., ritenendo insussistente il requisito del danno grave e irreparabile. Secondo il Collegio, il diniego della naturalizzazione non impedisce allo straniero il godimento delle libertà e dei diritti fondamentali e, una volta riconosciuto lo status di soggiornante di lungo periodo ai sensi dell'art. 9 del testo unico sull'immigrazione, garantisce la piena parità con il cittadino nei rapporti con la pubblica amministrazione, comprese prestazioni e servizi pubblici, nonché la partecipazione politica a livello locale nei limiti della normativa attuativa. Il quid pluris della cittadinanza è stato individuato essenzialmente nei diritti politici nazionali e nell'accesso a cariche e funzioni pubbliche connesse all'interesse nazionale, non risultanti pertinenti al caso concreto. Nel bilanciamento degli interessi, il Collegio ha inoltre considerato che il mancato acquisto dei diritti politici è compensato dalla mancata soggezione ai relativi oneri, incluso il dovere di difendere la Patria in caso di guerra. Il ricorrente è stato condannato al pagamento di 1.000 euro di spese della fase cautelare.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La tutela cautelare presuppone, tra l'altro, la sussistenza di un danno grave e irreparabile; in sua assenza l'istanza di sospensione deve essere respinta.

  • art. 9 d.lgs. 286/1998

    Il riconoscimento dello status di soggiornante di lungo periodo assicura allo straniero la piena parità con il cittadino nei rapporti con la pubblica amministrazione, secondo quanto considerato dal giudice.

  • art. 52 Cost.

    sacro dovere di difendere la Patria

    Il dovere di difesa della Patria è stato richiamato quale onere correlato alla cittadinanza italiana e quale elemento del bilanciamento cautelare.

Massime di principio

  • Il diniego della cittadinanza italiana per naturalizzazione, di per sé, non integra un danno grave e irreparabile ai fini della tutela cautelare quando lo straniero conservi il godimento dei diritti fondamentali e, ove riconosciuto, dello status di soggiornante di lungo periodo.
  • Nel giudizio cautelare contro il diniego di naturalizzazione, il periculum in mora deve essere dimostrato con riferimento a una lesione concreta e irreparabile; la mera mancata acquisizione dei diritti politici nazionali non è sufficiente, soprattutto quando non risultino pertinenti al caso concreto l'accesso a cariche o funzioni pubbliche riservate ai cittadini.
  • Nel bilanciamento cautelare relativo al diniego di cittadinanza possono essere considerati anche gli oneri connessi allo status civitatis, incluso il dovere costituzionale di difesa della Patria, quale elemento correlato ai diritti politici non acquisiti.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezza

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