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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31408/2025 del 19/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'unico motivo di ricorso deduceva l'errore della Corte territoriale per non aver ritenuto applicabile la circostanza aggravante prevista dall'art. 640, comma 2, n. 2-ter, cod. pen., in luogo di quella originariamente contestata e indicata dalla Corte (art. 640, comma 2, n. 2-bis). Il ricorrente sosteneva che la truffa fosse stata commessa a distanza tramite strumenti informatici/telematici idonei a ostacolare l'identificazione, fattispecie rientrante nella n. 2-ter

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il motivo fondato, considerando che il d.l. n. 48 del 2025 ha abrogato la circostanza aggravante di cui al n. 2-bis e ha previsto l'applicazione della circostanza di cui al n. 2-ter per le truffe commesse a distanza mediante strumenti informatici/telematici. Avendo tale qualificazione consentito la corretta instaurazione del rapporto processuale, la Corte ha poi valutato la prescrizione: il reato era stato commesso il 11/05/2017 e il termine di prescrizione, calcolato in sette anni e sei mesi, è decorso il 11/11/2024. Di conseguenza la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione

Norme richiamate

  • art. 640, comma 2, n. 2-bis, cod. pen.

    La norma originariamente contestata è stata considerata abrogata dal d.l. n. 48/2025 e dunque non applicabile al caso di specie

  • art. 640, comma 2, n. 2-ter, cod. pen.

    Ritenuta la circostanza aggravante applicabile alle truffe commesse a distanza mediante strumenti informatici o telematici idonei a ostacolare l'identificazione; la Corte ha accolto la riclassificazione operata in base alla modifica normativa

  • d.l. n. 48 del 2025

    Ha abrogato la circostanza aggravante di cui al n. 2-bis e ha previsto l'applicazione della n. 2-ter per i casi di truffa a distanza mediante strumenti informatici/telematici; la Corte ha applicato tale modifica normativa nella valutazione del ricorso

Massime di principio

  • Se una norma aggravante viene abrogata o modificata da successiva disposizione, verificare l'applicabilità della nuova disciplina al fatto concreto e se essa risulti più favorevole all'imputato (principio della lex mitior).
  • La riclassificazione del fatto in base a una nuova disposizione può incidere sulla qualificazione del reato ma non impedisce di valutare separatamente la questione della prescrizione: occorre calcolare il termine di prescrizione alla luce della pena applicabile alla fattispecie ritenuta corretta.
  • La prescrizione si calcola a partire dalla data del reato; se il termine decorre e si estingue prima della pronuncia definitiva, il giudice deve dichiarare l'estinzione del reato e annullare la condanna senza rinvio.
  • Prima di proporre o valutare un ricorso fondato su modifica normativa, verificare le eventuali norme transitorie del provvedimento sopravvenuto (efficacia temporale e applicazione nel tempo) e l'eventuale principio della retroattività della norma più favorevole.
  • In casi analoghi, accertare sempre le possibili cause di sospensione o di interruzione della prescrizione (atti interruttivi, impugnazioni, sospensioni legislative) perché possono modificare radicalmente il decorso dei termini.

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