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Sentenza

Sentenza n. 1292/2026 - Catanzaro, Sezione 2

Giustizia amministrativa202501484

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: nota dell’Autorità di Bacino che riteneva immediatamente applicabili i soli divieti edificatori dell’allegato 2 alla delibera n. 6 del 31 luglio 2025 e conseguente parere comunale sfavorevole al rilascio del permesso di costruire

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (operatore edilizio)

Prevale il privato

La controversia

La società aveva presentato al Comune di Montepaone un progetto per la realizzazione di un complesso immobiliare in un’area interessata dalla disciplina transitoria del nuovo Piano stralcio per la gestione del rischio alluvioni. La delibera n. 6 del 31 luglio 2025 conteneva, da un lato, l’allegato 2, recante divieti di edificazione nelle aree caratterizzate da elevata pericolosità e rischio idraulico, e, dall’altro, l’art. 25 dell’allegato 1, che consentiva l’edificazione previa presentazione di una relazione tecnica attestante la compatibilità idrogeologica e la sostanziale invarianza idraulica dell’intervento. L’Autorità di Bacino, rispondendo a una richiesta del Comune, aveva ritenuto immediatamente applicabili soltanto i divieti dell’allegato 2, reputando differita l’efficacia dell’art. 25 dell’allegato 1. La ricorrente ha dedotto l’illegittimità di tale interpretazione per violazione del dato letterale e sistematico della delibera, del principio di conservazione degli atti giuridici, dei principi di affidamento e buona fede e per eccesso di potere. In via subordinata ha impugnato la delibera e l’allegato 2, qualora fossero stati ritenuti incompatibili con la facoltà edificatoria prevista dall’art. 25. Con motivi aggiunti ha impugnato il parere sfavorevole del Comune, deducendone l’illegittimità derivata. La ricorrente ha inoltre sostenuto la giurisdizione del giudice amministrativo, trattandosi di una questione interpretativa sul coordinamento delle misure transitorie e non di una controversia concernente direttamente il regime delle acque pubbliche.

La decisione

Il TAR ha affermato la propria giurisdizione, ritenendo che la controversia riguardasse una questione prettamente giuridico-amministrativa, relativa all’individuazione delle misure di salvaguardia transitorie applicabili, senza incidenza diretta e immediata sul regime delle acque pubbliche né necessità di valutazioni tecnico-specialistiche proprie della giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche. Nel merito, ha ritenuto illegittima la nota dell’Autorità di Bacino. Entrambi gli allegati alla delibera n. 6 hanno efficacia immediata e l’art. 25 dell’allegato 1, collocato nel Titolo V relativo alla disciplina intertemporale, è destinato a operare proprio nelle more dell’approvazione definitiva del Piano. L’interpretazione dell’Autorità, che ne differiva l’efficacia sino all’entrata a regime del Piano, avrebbe svuotato l’art. 25 di ogni significato, determinandone una sostanziale abrogazione implicita. Il Collegio ha chiarito che l’allegato 2 stabilisce la regola generale transitoria, vietando in linea di principio le nuove edificazioni nelle aree ad elevata pericolosità e rischio; tuttavia, l’art. 25 dell’allegato 1 costituisce disposizione speciale che consente di superare tali divieti quando il privato dimostri, mediante relazione tecnica, la compatibilità idrogeologica, la sostanziale invarianza idraulica e l’assenza di aggravamento del rischio per il territorio circostante. L’amministrazione deve quindi attivare e svolgere la relativa istruttoria, non potendo negare l’intervento sulla sola base dei divieti dell’allegato 2. Il principio di precauzione e prevenzione non impedisce tale verifica concreta, anche perché l’art. 25 consente l’imposizione di misure di mitigazione del rischio e subordina l’agibilità al loro adempimento e collaudo. È stata quindi annullata la nota dell’Autorità di Bacino e, per illegittimità derivata, il successivo parere sfavorevole del Comune. Le domande subordinate sono state assorbite per sopravvenuto difetto di interesse. Le spese sono state compensate, con contributo unificato a carico dell’Autorità di Bacino.

Norme richiamate

  • art. 143, comma 1, lett. a), r.d. 11 dicembre 1933, n. 1775

    La giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche riguarda i provvedimenti amministrativi con incidenza diretta sulla materia delle acque pubbliche o sull’utilizzazione del demanio idrico; non comprende controversie meramente interpretative sulle misure di salvaguardia, prive di incidenza diretta e immediata sul regime delle acque.

  • art. 73 c.p.a.

    Richiamato quale disposizione processuale relativa al deposito della memoria in vista dell’udienza di merito; non costituisce la base decisiva della statuizione.

Massime di principio

  • Quando una disciplina transitoria contiene, contestualmente, divieti generali di edificazione e una disposizione speciale che consente l’intervento previa dimostrazione della compatibilità idrogeologica e dell’invarianza idraulica, le due disposizioni devono essere coordinate attribuendo alla disposizione speciale efficacia derogatoria condizionata, senza escluderne l’applicazione fino all’entrata in vigore della disciplina definitiva.
  • L’interpretazione di un atto amministrativo deve preservare, ove possibile, l’efficacia di tutte le sue disposizioni; non è legittima una lettura che renda priva di significato una disposizione transitoria espressamente collocata nella fase antecedente all’approvazione definitiva del piano.
  • In presenza di una disposizione transitoria che consente l’edificazione subordinatamente alla verifica della compatibilità idrogeologica e dell’invarianza idraulica, l’amministrazione è tenuta ad attivare e svolgere l’istruttoria tecnica prevista e non può negare l’intervento applicando automaticamente il divieto generale senza esaminare la documentazione tecnica prodotta.
  • Il principio di precauzione e prevenzione non impone necessariamente il divieto assoluto dell’intervento quando la disciplina applicabile preveda una verifica concreta basata su dati scientifici attendibili e consenta l’imposizione di misure di mitigazione idonee a evitare l’aggravamento del rischio.
  • Le controversie devolute al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche sono quelle concernenti provvedimenti con incidenza diretta e immediata sul regime delle acque pubbliche o sull’utilizzazione del demanio idrico; appartengono invece alla giurisdizione generale di legittimità del giudice amministrativo le controversie di natura esclusivamente giuridico-amministrativa che non richiedano valutazioni tecnico-specialistiche sul regime delle acque.

Come è indicizzato

MaterieAcque e demanio idricoTitoli abilitativi ediliziGiurisdizione e riparto
RamiAmbienteEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizionePrincipi di precauzione e prevenzioneDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezza

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