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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16986/2025 del 07/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza della Corte di appello di Bari che, riformando la decisione del Tribunale di Foggia su appello della Procura generale, aveva condannato Marco Gelormini per il fatto ascritto ex art. 385 c.p. Il difensore ha dedotto: (1) violazione di legge per omessa notifica del decreto di rinvio a giudizio al codifensore Avv. Massimo Garruto; (2) inammissibilità dell'appello del Pubblico Ministero per assunzioni apodittiche sulla sussistenza del reato senza confrontarsi con l'esclusione dell'elemento soggettivo operata dal giudice di primo grado; (3) fatto non integrativo di sottrazione alla vigilanza, essendo il Gelormini autorizzato a lavorare e essendosi trattenuto in un B&B consegnando i documenti alla reception; (4) applicazione dell'art. 131-bis c.p. per la particolare tenuità del fatto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: l'omessa notifica del decreto di rinvio a giudizio al codifensore è una nullità di regime intermedio che, se non tempestivamente eccepita, si presume rinunciata; nel caso di specie l'Avv. Paolo D'Ambrosio aveva tempestivamente rilevato in appello la mancata ricezione del decreto da parte del codifensore Avv. Massimo Garruto, ma la Corte di appello non ha risposto all'eccezione. Pertanto la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte di appello di Bari, dichiarando irrilevanti gli altri motivi del ricorso in presenza della nullità procedurale.

Norme richiamate

  • art. 385 cod. pen.

    Il reato contestato era descritto ex art. 385 c.p.; la Suprema Corte non ha però valutato la sussistenza del reato nel merito perché ha deciso l'annullamento per nullità procedurale.

  • art. 131-bis cod. pen.

    La particolare tenuità del fatto è stata invocata dal ricorrente, ma la Corte non si è pronunciata sulla sua applicabilità poiché ha disposto l'annullamento per nullità procedurale prima di esaminare il merito.

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 39060 del 16/07/2009 (Aprea)

    Principio secondo cui la nullità di ordine generale a regime intermedio, derivante dall'omesso avviso a uno dei difensori di fiducia, deve essere eccepita dall'altro difensore senza ritardo (immediatamente dopo gli atti preliminari, prima delle conclusioni) o si considera rinunciata.

Massime di principio

  • Se in primo grado l'imputato è assistito da più difensori di fiducia, l'omessa notificazione di atti processuali a uno di essi determina una nullità di regime intermedio che può essere fatta valere dall'altro difensore: deve essere eccepita tempestivamente (immediatamente dopo gli atti preliminari e prima delle conclusioni) o si considera rinunciata.
  • Se la parte resistente/appellante omette di rispondere a un'eccezione procedurale rilevante (es. mancata notifica a un codifensore), la Corte di legittimità può annullare la sentenza e disporre il rinvio per nuovo giudizio, rendendo irrilevanti le questioni di merito non esaminate.
  • Un vizio procedurale grave può prevalere su difese di merito (es. contestazioni sulla sussistenza dell'elemento soggettivo o sulla particolare tenuità del fatto): l'accertamento delle garanzie difensive è preliminare e può rendere necessario un nuovo esame in sede di merito.
  • L'invocazione dell'art. 131-bis c.p. (particolare tenuità) richiede valutazione di merito; tuttavia, se il processo presenta vizi procedurali che motivano l'annullamento, la questione della tenuità dovrà essere riesaminata nel nuovo giudizio.
  • Il pubblico ministero, nell'impugnare decisioni favorevoli all'imputato, deve confrontarsi con le argomentazioni del giudice di merito; tuttavia, anche un eventuale difetto di motivazione dell'appello del PM potrà risultare secondario se sussiste una nullità procedurale precedente e decisiva.

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