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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36363/2025 del 07/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha respinto le richieste di riesame relative a: a) sequestro preventivo di 2.380 euro ritenuti provento di attività di spaccio (il ricorrente sostiene che si tratta di retribuzioni da lavoro come aiuto cuoco per sette mesi nel 2024); b) convalida del sequestro probatorio di due telefoni cellulari (si deduce carenza di motivazione circa il collegamento dei telefoni all\'attività di spaccio). Inoltre rilevata la tardiva trasmissione delle conclusioni scritte del difensore.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. Il Tribunale ha ritenuto che i motivi proposti non fossero tra quelli consentiti in sede di legittimità: non sussisteva un vizio della motivazione così radicale da configurare violazione di legge. Quanto al sequestro delle somme, il riesame aveva confermato la legittimità dell\'ablazione ai fini di una possibile confisca "per sproporzione" ai sensi degli artt. 240-bis cod. pen. e 85-bis d.P.R. 309/1990, non richiedendo un collegamento causale/ funzionale richiesto dalla difesa. Quanto al sequestro probatorio dei telefoni, la motivazione, seppur sintetica, è stata ritenuta sufficiente in considerazione della tipologia del reato e del fatto che il contenuto dei cellulari è fonte primaria per ricostruire reti di spaccio. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309 del 1990

    Norma che disciplina le fattispecie di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti; qui indicata come norma incriminatrice a fondamento dell\'indagine.

  • codice penale

    Consente la confisca "per sproporzione" rispetto ai redditi dichiarati; applicata per giustificare il sequestro di somme anche senza provare un collegamento causale diretto con il reato.

  • d.P.R. n. 309 del 1990

    Norma integrativa in materia di misure patrimoniali e confisca in ambito di reati di stupefacenti; utilizzata insieme all\'art. 240-bis per giustificare l\'ablazione di somme ritenute sproporzionate.

  • codice di procedura penale

    Consente il sequestro preventivo anche al fine di impedire la commissione di ulteriori reati analoghi; richiamato come base giuridica per il provvedimento cautelare sui beni.

  • codice di procedura penale

    art. 611, commi 1 e 1-quinquies

    Stabilisce il termine per la trasmissione delle conclusioni scritte prima dell\'udienza; la difesa ha trasmesso le conclusioni tardivamente, violando il termine, circostanza rilevata in atti.

  • codice di procedura penale

    Prevede che l\'inammissibilità del ricorso comporti la condanna del proponente al pagamento delle spese e di una somma a favore della Cassa delle ammende; applicato per la condanna a 3.000 euro.

  • giurisprudenza di legittimità

    Sez. U, n. 25932 del 29/05/2008 (Ivanov)

    Principio secondo cui la cassazione contro provvedimenti in materia di sequestro è ammessa solo per violazione di legge e che i vizi di motivazione sono rilevanti solo se rendono la motivazione del tutto mancante o priva dei requisiti minimi.

  • giurisprudenza di legittimità

    Sez. 6, n. 56733 del 12/09/2018 (Macis)

    Affermato che per talune tipologie di reato e di oggetti vincolati (p.es. telefoni cellulari) una motivazione sintetica può essere comunque effettiva, in quanto i dispositivi contengono la fonte primaria d\'informazione per ricostruire reti di spaccio.

  • Corte Costituzionale

    sent. n. 186 del 13/06/2000

    Richiamata in relazione al principio che la condanna per inammissibilità richiede valutazione della colpa del proponente; qui ritenuta non sussistente una causa di esclusione della colpa tale da evitare la sanzione.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro provvedimenti di sequestro è ammesso solo per violazione di legge: i vizi di motivazione sono rilevanti in sede di legittimità solo se la motivazione è del tutto mancante o priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza.
  • Il sequestro finalizzato a confisca "per sproporzione" (art. 240-bis e 85-bis d.P.R. 309/1990) non richiede necessariamente la prova di un collegamento causale o funzionale tra il possesso di determinate somme e il reato; è sufficiente la sproporzione rispetto ai redditi dichiarati.
  • La contestazione del sequestro di somme come provento illecito, fondata su mere affermazioni (p.es. disponibilità derivante da lavoro), rischia di essere considerata una censura di merito inammissibile in Cassazione se non accompagnata da elementi probatori specifici.
  • Il sequestro probatorio di telefoni cellulari è frequentemente ritenuto legittimo e la motivazione può essere sintetica qualora sia chiaro il nesso tra tipologia del reato e valore probatorio dei dispositivi: i contenuti dei telefoni sono considerati fonte primaria per ricostruire reti di spaccio.
  • La mancata osservanza dei termini procedurali per la presentazione delle conclusioni scritte espone il difensore a rilievi procedurali e può aggravare le sorti del ricorso, benché la decisione di inammissibilità possa basarsi anche su questioni di merito processuale sostanziale.
  • L\'inammissibilità del ricorso comporta l\'obbligo di sostenere le spese processuali e il pagamento di una somma alla Cassa delle ammende, salvo che ricorrano circostanze tali da escludere la colpa del proponente.

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