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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17536/2024 del 02/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Moglie Enrico ha impugnato la sentenza della Corte di appello che aveva accolto la richiesta di consegna formulata con mandato di arresto europeo (MAE) processuale emesso dal Giudice per le indagini preliminari di Ibiza, contestandone la mancata acquisizione di informazioni integrative richieste dalla difesa ai sensi dell'art. 16 legge n. 69/2005, ossia dati giustificativi dell'emissione del MAE relativi al presunto reato di rapina per la sottrazione con violenza di un orologio a Ibiza.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso perché è intervenuta la revoca del mandato di arresto europeo, elemento sopravvenuto non imputabile al prevenuto; perciò la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio per mancanza del presupposto giustificativo della consegna. È stata dichiarata la cessazione degli effetti della misura cautelare personale non custodiale (obbligo di dimora) applicata a Moglie Enrico ai sensi dell'art. 626 cod. proc. pen., e sono stati disposti gli adempimenti di cancelleria previsti dagli artt. 626 c.p.p. e 22, comma 5, legge n. 69/2005.

Norme richiamate

  • legge n. 69 del 2005, art. 16

    La difesa aveva invocato l'art. 16 per ottenere informazioni integrative sui dati giustificativi del MAE; la Corte di Cassazione non ha deciso sul merito di tale richiesta perché la revoca sopravvenuta del MAE ha reso irrilevante la questione, indicando che l'eventuale violazione procedurale segnalata dalla difesa è stata superata dall'evento estintivo.

  • codice di procedura penale, art. 626

    L'art. 626 è stato applicato per dichiarare la cessazione degli effetti della misura cautelare personale non custodiale (obbligo di dimora) una volta venuto meno il presupposto per la pronuncia; la sentenza ordina gli adempimenti previsti per la perdita di efficacia della misura.

  • legge n. 69 del 2005, art. 22, comma 5

    Richiamato per i conseguenti adempimenti amministrativi e di comunicazione a seguito della cessazione dell'efficacia del provvedimento di consegna; la cancelleria è incaricata di eseguire le formalità indicate dalla normativa sul mandato di arresto europeo.

Massime di principio

  • La revoca sopravvenuta di un mandato di arresto europeo rende privo di oggetto il provvedimento nazionale di consegna e giustifica l'annullamento della sentenza che aveva accolto la consegna.
  • Eventi sopravvenuti non imputabili all'imputato (es. revoca del MAE) possono determinare la cessazione degli effetti delle misure cautelari applicate in relazione al procedimento di consegna.
  • Prima di pronunciarsi definitivamente su richieste difensive di acquisizione di informazioni ai sensi dell'art. 16 legge 69/2005, il giudice valuta l'attualità del presupposto (es. esistenza del MAE); se il presupposto viene meno, la questione può essere dichiarata assorbita.
  • In presenza di cessazione dell'efficacia del provvedimento di consegna, il giudice deve ordinare gli adempimenti di cancelleria previsti dall'art. 626 c.p.p. e dalle disposizioni specifiche sul MAE per la comunicazione e l'annotazione della perdita di efficacia.
  • La tutela garantita dalle norme sul mandato di arresto europeo richiede attenzione sia agli elementi di merito che a eventuali sviluppi processuali sopravvenuti che incidono sulla attualità della domanda di consegna.

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