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Ordinanza

Ordinanza n. 927/2026 - Milano, Sezione 3

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del decreto del 10 marzo 2026, notificato il successivo 10 aprile 2026, con cui il Questore della Provincia di -OMISSIS- rigetta l’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di studio;

Giustizia amministrativa202602483

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto del Questore di rigetto dell'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di studio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto questorile di rigetto del rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di studio, chiedendone l'annullamento e la sospensione cautelare. Ha contestato, tra l'altro, la mancata traduzione del preavviso di rigetto. Dalla motivazione dell'ordinanza emerge tuttavia che è pacifica l'insussistenza dei requisiti richiesti per il rinnovo del permesso di soggiorno e che il ricorrente non ha allegato in giudizio elementi idonei a incidere sulla valutazione compiuta dall'amministrazione. Il giudice ha inoltre rilevato che la censura relativa alla mancata traduzione del preavviso è superata dalla circostanza che, nella domanda di riconoscimento della protezione internazionale redatta in italiano, risultava attestata la lettura e comprensione della domanda.

La decisione

Il TAR, ritenuta la propria giurisdizione e competenza, ha respinto la domanda cautelare per difetto del fumus boni iuris. Al sommario esame proprio della fase cautelare, il ricorso non risultava assistito da elementi di fondatezza, poiché era pacifica l'insussistenza dei requisiti per il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di studio e la censura sulla mancata traduzione del preavviso di rigetto non appariva idonea a superare tale valutazione, anche perché non erano stati allegati elementi capaci di incidere sulla decisione amministrativa. Le spese della fase cautelare sono state compensate per la limitata attività difensiva svolta.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata valutata secondo i presupposti della tutela cautelare nel processo amministrativo; il difetto di fumus boni iuris ha determinato il rigetto.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito la base per disporre l'oscuramento delle generalità del ricorrente a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale, a fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, l'assenza del fumus boni iuris è sufficiente a respingere la domanda di sospensione, anche senza una distinta valutazione favorevole del periculum in mora.
  • La censura relativa alla mancata traduzione del preavviso di rigetto non è idonea, da sola, a fondare la tutela cautelare quando dagli atti emerga la comprensione della lingua italiana da parte dell'interessato e non siano allegati elementi concreti capaci di incidere sulla valutazione sostanziale dell'amministrazione.
  • Il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di studio può essere negato quando risultino insussistenti i requisiti richiesti per il rinnovo; in sede cautelare, la pacifica mancanza di tali requisiti esclude il fumus boni iuris.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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