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Sentenza

Sentenza del 21/10/2015 n. 21372 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Comune di Bari ha impugnato gli avvisi di accertamento ICI relativi agli anni 2001 e 2002, sostenendo da un lato la decadenza del Comune di Trani dal potere impositivo e, dall’altro, il diritto all’esenzione prevista dal D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 7, comma 1, lett. a), poiché gli immobili erano destinati all’edilizia residenziale pubblica e quindi, secondo il ricorrente, allo svolgimento di compiti istituzionali. In cassazione ha inoltre contestato la motivazione della sentenza della CTR, ritenendola meramente adesiva alla decisione di primo grado.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso del Comune di Bari. Ha ritenuto adeguata la motivazione per relationem della CTR e ha confermato che l’esenzione ICI opera solo quando l’immobile sia direttamente e immediatamente destinato allo svolgimento dei compiti istituzionali dell’ente. L’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, anche a canone agevolato e a famiglie bisognose, è stata qualificata come attività di carattere privato, non sufficiente a integrare il presupposto dell’esenzione. Il Comune di Bari è stato condannato a rimborsare al Comune di Trani le spese del giudizio di legittimità, liquidate in 1.700 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 7, comma 1, lett. a)

    "destinati esclusivamente ai compiti istituzionali"

    L’esenzione ICI per gli immobili degli enti pubblici è applicabile soltanto quando l’immobile sia direttamente e immediatamente destinato allo svolgimento dei compiti istituzionali dell’ente. Non è sufficiente che l’attività persegua finalità sociali o che l’immobile appartenga a un ente pubblico.

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, comma 2, n. 4

    La sentenza tributaria deve contenere una motivazione idonea a rendere comprensibili le ragioni della decisione. È legittima la motivazione per relationem quando il giudice richiama una decisione precedente, purché dia conto dell’esame delle questioni e della condivisione della relativa ratio decidendi.

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 62

    Disciplina il ricorso per cassazione contro le sentenze delle commissioni tributarie regionali, consentendo di far valere, tra l’altro, violazioni di legge e vizi rilevanti della motivazione nei limiti previsti dalla disciplina processuale.

  • Costituzione, art. 3

    La Corte costituzionale, con sentenza n. 172 del 2011, ha ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’interpretazione restrittiva dell’esenzione ICI, escludendo una violazione del principio di uguaglianza.

Massime di principio

  • Per ottenere un’esenzione fiscale prevista in favore degli enti pubblici non basta la proprietà pubblica del bene né la finalità genericamente sociale dell’attività: occorre dimostrare che l’immobile sia utilizzato direttamente e immediatamente per un compito istituzionale.
  • L’assegnazione di immobili pubblici a privati, anche se appartenenti a categorie svantaggiate e anche se avviene a canone inferiore a quello di mercato, può essere considerata attività di natura privata e quindi non beneficiare automaticamente dell’esenzione.
  • Le agevolazioni ed esenzioni tributarie sono interpretate restrittivamente: in caso di dubbio non è sufficiente richiamare la finalità pubblica dell’ente, ma occorre verificare concretamente la modalità di utilizzo dell’immobile.
  • Una motivazione per relationem è valida quando il giudice richiama la decisione precedente in modo consapevole e verificabile, mostrando di avere esaminato i motivi di impugnazione; non è necessario ripetere integralmente la motivazione già resa.
  • In controversie analoghe è opportuno distinguere tra la funzione istituzionale perseguita dall’ente e l’uso concreto del bene: la prima, da sola, non determina l’esenzione se il secondo consiste nell’assegnazione o locazione dell’immobile a soggetti privati.

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