Cassazione Penale, Sentenza n. 14227/2023 del 04/04/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Messina che aveva confermato o parzialmente riformato le condanne relative a un sistema corruttivo finalizzato a convogliare procedimenti tributari in un fascicolo 'contenitore' presso la Procura di Siracusa (coinvolgendo Amara, Calafiore e il magistrato Longo). La Corte di Cassazione ha esaminato le singole posizioni: per Perricone ha ritenuto che le risultanze non dimostrassero il nesso causale e la consapevolezza necessaria per integrare il concorso nella corruzione (proroga dell'incarico e dichiarazione di incompatibilita' non provano il pactum sceleris, e mancava prova che la sua consulenza avesse determinato l'archiviazione o il trasferimento degli atti); per Ripoli ha ritenuto che, pur rilevando superficialita' nella consulenza, non vi fosse prova della consapevole formulazione di un falso o di un accordo corruttivo (la carenza di estratti conto e contratti indica colpa o negligenza ma non dolo); per Bigotti e Pisello la Corte ha invece individuato lacune motivazionali rilevanti e contraddizioni sulle evidenze (in particolare conflitti di versione tra coimputati circa la formazione e la firma di verbali e l'assenza di perizia grafologica o altri riscontri oggettivi), tali da rendere necessaria la rinnovazione dell'istruttoria e un nuovo giudizio d'appello.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto i ricorsi come segue: ha annullato senza rinvio le condanne nei confronti di Francesco Perricone e di Vincenzo Ripoli perché i fatti non sussistono (mancanza di prova del concorso colposo/dolo corruttivo e del pactum sceleris); ha annullato invece con rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello di Messina le condanne di Ezio Bigotti e di Cesare Pisello per carenze motivazionali e probatorie che rendono necessaria la rinnovazione dell'istruttoria e un nuovo giudizio di merito (tra i rilievi la possibile utilita' di perizia grafologica e il confronto delle versioni di coimputati). Il Pubblico ministero e le parti civili avevano chiesto il rigetto dei ricorsi ma la Cassazione ha parzialmente accolto le doglianze dei ricorrenti.
Norme richiamate
art. 319-ter cod. pen.
Norma sulla corruzione in atti giudiziari; la Cassazione richiama la necessita' di provare il pactum sceleris, il nesso teleologico tra utilita' e atto d'ufficio e la consapevolezza della partecipazione di terzi per configurare il concorso nella corruzione
art. 479 cod. pen.
Riferimento al reato di falso materiale/ideologico relativo ai verbali; la Corte distingue tra falsa rappresentazione volontaria (dolo) e valutazioni professionali opinabili o superficiali (eventuale colpa)
art. 380 cod. proc. pen.
Riguarda il falso ideologico e il ruolo del consulente tecnico; la Corte precisa che per configurare il reato occorre la rappresentazione consapevole e falsa dei presupposti fattuali, non la mera approssimazione professionale
art. 335 cod. proc. pen.
Norma sull'iscrizione nel registro degli indagati; richiamata nella ricostruzione delle iscrizioni a carico dei diversi soggetti e nella valutazione della tempestivita' e correttezza delle imputazioni
art. 410 cod. proc. pen.
Riferimento alle udienze dinanzi al Giudice per le indagini preliminari; citata in relazione al provvedimento di archiviazione favorevole fondato su atti ritenuti ideologicamente falsi in sede di merito
art. 125 cod. proc. pen.
Richiamata dalle doglianze (nullità per mancanza di motivazione) in ordine al rigetto di attenuanti o alla motivazione della sentenza d'appello; la Cassazione verifica la sufficienza della motivazione
art. 114 cod. pen.
Richiamato dalle difese in relazione al ruolo marginale e al minimo contributo dell'imputato (rilevanza ai fini della partecipazione e delle conseguenze sanzionatorie)
Legge n. 74/2000 (art. 2 e art. 8)
art. 2; art. 8, L. 74/2000
Norme penali tributarie richiamate nella vicenda (emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti); la corretta qualificazione del reato e la territorialita' delle competenze sono state centrali nella ricostruzione dei fatti e nella valutazione delle mosse difensive e investigative
Massime di principio
- Per configurare il concorso di terzi nella corruzione e' necessario provare il pactum sceleris: non basta la mera percezione di vantaggi o l'esecuzione di atti professionalmente retribuiti, occorre il nesso teleologico tra utilita' e atto pubblico e la consapevolezza attuale al momento della condotta
- La mera superficialita' o incompletezza di una consulenza tecnica (assenza di estratti conto, mancata acquisizione di contratti) puo' costituire responsabilita' disciplinare o colposa ma non automaticamente il dolo necessario per il falso ideologico o per la corruzione; il dolo richiede la consapevole rappresentazione falsa dei presupposti fattuali
- Le dichiarazioni di coimputati/confessori richiedono riscontri oggettivi: confessioni o chiamate di correo devono essere validate da elementi esterni e non possono, da sole, fondare condanne senza adeguata corroborazione
- Quando esistono conflitti di versione, contestazioni sulla firma di documenti o dubbi sulla formazione di atti processuali la rinnovazione istruttoria in sede d'appello o l'espletamento di perizie (es. grafologiche, tecniche) diventano strumenti decisivi e, se le incertezze sono decisive, il giudice d'appello deve valutare l'opportunita' di disporle
- In giudizio penale per reati complessi che coinvolgono piu' soggetti e ruoli (magistrati, difensori, consulenti, clienti) la Corte di legittimita' richiede una rigorosa analisi del nesso causale e della temporalita' della consapevolezza: la prova della partecipazione psicologica al piano criminoso deve essere presente al momento dell'azione e non desunta da eventi successivi
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