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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13036/2024 del 28/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Perfetto, detenuto sottoposto al regime differenziato ex art. 41-bis, aveva chiesto autorizzazione all'acquisto e alla detenzione di un lettore CD e dei relativi compact disk musicali. La Direzione dell'istituto ha rigettato la richiesta per la presunta intrinseca pericolosità dell'apparecchio (parti taglienti utilizzabili come armi) e per il rischio di introduzione illecita di supporti contenenti messaggi esterni; il Tribunale di sorveglianza di Roma ha respinto il reclamo confermando tali motivazioni. In cassazione il ricorrente ha dedotto violazione di legge, sostenendo che era necessario bilanciare il suo interesse trattamentale con le esigenze di controllo dell'Amministrazione e verificare se gli adempimenti richiesti per la messa in sicurezza dei dispositivi fossero effettivamente inesigibili.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, annullando l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza e rinviando per nuovo giudizio. La Corte ha ritenuto illegittimo il provvedimento impugnato perché privo della necessaria e analitica verifica sul bilanciamento tra l'interesse del detenuto e le esigenze di ordine e sicurezza; in particolare il Tribunale non ha indicato quali interventi tecnici e verifiche sarebbero stati necessari né perché tali adempimenti sarebbero stati eccessivamente onerosi per l'Amministrazione. La decisione è stata dunque cassata e rinviata affinché il giudice di merito effettui il corretto esame, libero nell'esito, ma conforme al principio indicato.

Norme richiamate

  • art. 41-bis, legge 26 luglio 1975, n. 354

    Il regime detentivo differenziato previsto dall'art. 41-bis consente misure restrittive finalizzate a impedire flussi comunicativi illeciti; tuttavia non vieta in assoluto il possesso di dispositivi ricreativi. L'Amministrazione può negare autorizzazioni quando la messa in sicurezza dei dispositivi comporti inesigibili adempimenti, ma tale diniego richiede una verifica motivata e un bilanciamento tra interessi.

  • Giurisprudenza della Corte di cassazione (Sez. I, pronunce 2021-2024 richiamate)

    Orientamento consolidato che legittima il diniego dell'autorizzazione all'uso di lettori CD e compact disk solo se l'organizzazione dell'istituto non è in grado, per ragioni di risorse o per l'onerosità delle verifiche tecniche, di assicurare la messa in sicurezza dei dispositivi; la giurisdizione di sorveglianza deve verificare analiticamente se gli adempimenti richiesti sono inesigibili.

Massime di principio

  • Il diniego dell'Amministrazione al possesso di dispositivi non è automatico: deve risultare che la messa in sicurezza richieda adempimenti inesigibili.
  • Il giudice di sorveglianza deve effettuare un bilanciamento motivato tra l'interesse trattamentale del detenuto e le esigenze di ordine e sicurezza, indicando le misure tecniche necessarie e perché sarebbero eccessivamente gravose.
  • La mera affermazione della pericolosità astratta dell'oggetto non è sufficiente: occorre valutare concretamente rischi e oneri organizzativi.
  • Se dal punto di vista tecnico è ragionevolmente possibile mettere in sicurezza dispositivi e supporti con adempimenti proporzionati, il diniego rischia di essere illegittimo.
  • La decisione amministrativa rientra nell'ambito del potere organizzativo dell'istituto ma è sindacabile dal giudice se manca una motivazione concreta sui motivi per cui le misure di sicurezza non possono essere sostenute.

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