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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33188/2025 del 07/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha chiesto il riconoscimento della disciplina della continuazione tra più reati commessi tra il 2013 e il 2016 (furto del 25/10/2015 oggetto di sentenza del GIP di Imperia del 13/07/2016; reato di gennaio 2015 sentenza Corte d'appello Genova 24/02/2017; reato del 13/09/2014 sentenza Corte d'appello Genova 15/01/2020; reato del 30/11/2013 sentenza Tribunale di Imperia 09/07/2020). Il Tribunale dell'esecuzione aveva rigettato l'istanza. In cassazione si deducevano violazioni di legge (art.125, comma 3 c.p.p.; art.671 c.p.p.; art.81 c.p.) e la contraddittorietà/assenza di motivazione, nonché la mancata considerazione dello stato di tossicodipendenza e di precedenti valutazioni favorevoli alla continuazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Imperia per nuovo giudizio. La Corte ha censurato la motivazione del giudice di merito come generica e insufficiente: mancava una valutazione puntuale delle modalità della condotta, della contiguità temporale, del confronto con provvedimenti precedenti che avevano riconosciuto la continuazione e della certificazione dello stato di tossicodipendenza, elementi rilevanti ai fini dell'accertamento dell'unicità del disegno criminoso.

Norme richiamate

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiede che la decisione sul riconoscimento della continuazione sia adeguatamente motivata anche in sede esecutiva; la Corte ha rilevato carenza di motivazione specifica rispetto agli elementi fattuali.

  • art. 671, cod. proc. pen.

    Regola il concorso di reati e i criteri di unificazione delle pene per reato continuato; interpretato in combinato con la giurisprudenza come norma che impone al giudice dell'esecuzione di verificare indicatori concreti (omogeneità del bene protetto, contiguità spazio-temporale, modus operandi, sistematicità, è necessario un esame motivato).

  • art. 81, cod. pen.

    Riferito nella doglianza in relazione alla determinazione del trattamento sanzionatorio in caso di concorso o continuazione di reati; la Corte ha valutato la corretta applicazione dei principi connessi al cumulativo/continuativo nella motivazione.

  • legge 21 febbraio 2006, n. 49 (modifica art.671 c.p.p.)

    La modifica ha evidenziato che lo stato di tossicodipendenza può giustificare il riconoscimento dell'unicità del disegno criminoso per reati collegati a tale stato, purché sussistano anche gli altri indici richiesti dalla giurisprudenza.

Massime di principio

  • In sede esecutiva il riconoscimento della continuazione richiede una valutazione motivata e specifica degli indicatori fattuali: omogeneità del bene giuridico, modalità della condotta, contiguità spazio-temporale, sistematicità e programmazione degli episodi.
  • Il giudice dell'esecuzione non può ignorare valutazioni precedenti che abbiano riconosciuto la continuazione per alcuni reati; se intende discostarsene deve motivare specificamente perché quei fatti non rientrino nel medesimo disegno criminoso.
  • Lo stato di tossicodipendenza è un elemento rilevante e documentabile che può contribuire a giustificare la riconduzione dei reati a un disegno unitario, ma non comporta automaticamente il riconoscimento della continuazione senza gli altri indici.
  • La mancanza di una motivazione adeguata o la motivazione meramente assertiva espone la decisione ad annullamento in Cassazione e a rinvio per nuovo esame.
  • La valutazione dell'unicità del disegno criminoso è di merito, ma è sindacabile in Cassazione se manca adeguata motivazione o se il giudice non ha considerato elementi decisivi posti dal ricorrente.

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