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Sentenza

Sentenza n. 936/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento a) della Determinazione n. 832 del 17.4.2025 adottata dal Dirigente del Settore "Pianificazione e Gestione del Territorio, S.u.a.p." del Comune di Ostuni e dei relativi allegati, avente ad oggetto: Bandi per il rilascio di concessioni demaniali marittime per finalità turistico- ricreative (Spiagge Libere con Servizi) su aree prive di concessione, per anni 6 a decorrere dalla stagione balneare 2025, senza diritto di insistenza. Attuazione Delibera Giunta Comunale n. 14 del 21.11.2025 ed avvio procedure. Pubblicato in pari data; b) dei conseguenti Avvisi Pubblici per il rilascio di n. 7 (sette) Concessioni Demaniali Marittime per attività turistico ricreative su tratti di area demaniale marittima, rispettivamente in località Pilone (Lotto 1- SLS 1), località Cala di Rosamarina (Lotto 2- SLS 2); località Monticelli (Lotto 3- SLS 7); località Villanova (Lotto 4- SLS 8); località Gorgognolo ( lotto 5- SLS 10): località Costa Merlata (Lotto 6- SLS 11); località Torre Pozzelle (Lotto 7- SLS 13), tutti pubblicati in data 18/04/2025; c) nonché di ogni atto e provvedimento preordinato o presupposto, connesso e/o conseguenziale allo stesso, ancorché non conosciuto, ivi compresa l’istruttoria presupposta alla Determina impugnata - allo stato ignota e sconosciuta -, e comunque lesivi dei diritti e degli interessi dei ricorrenti.

Giustizia amministrativa202500744

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Determinazione comunale di pubblicazione degli avvisi per il rilascio di sette concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative, nonché i relativi avvisi pubblici

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (associazioni ambientaliste)

Prevale il privato

La controversia

Le associazioni e il comitato ricorrenti hanno impugnato la determinazione dirigenziale con cui il Comune di Ostuni aveva disposto la pubblicazione di avvisi pubblici per l'assegnazione, per sei anni, di sette concessioni demaniali marittime destinate ad attività turistico-ricreative. L'impugnazione comprendeva anche gli avvisi pubblici e gli atti presupposti, connessi e conseguenziali, inclusa l'istruttoria non conosciuta. Successivamente alla proposizione del ricorso, il Comune ha adottato una determinazione di revoca degli atti impugnati e ha ritirato gli avvisi pubblici. I ricorrenti hanno quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere poiché la revoca degli atti impugnati e il ritiro degli avvisi pubblici hanno integralmente soddisfatto la pretesa sostanziale azionata in giudizio. Le spese sono state poste a carico del Comune di Ostuni in applicazione del principio della soccombenza virtuale, poiché l'Amministrazione ha annullato gli avvisi soltanto dopo la proposizione del ricorso. Le spese sono state invece compensate nei confronti delle altre amministrazioni intimate. Il Comune è stato condannato al pagamento di € 1.500,00, oltre accessori di legge e rifusione del contributo unificato, ove versato.

Massime di principio

  • La cessazione della materia del contendere ricorre quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione adotta atti idonei a soddisfare integralmente la pretesa sostanziale dedotta dal ricorrente, rendendo inutiliter data la prosecuzione del processo.
  • In caso di cessazione della materia del contendere determinata dal ritiro dell'atto impugnato dopo la proposizione del ricorso, le spese possono essere regolate secondo il criterio della soccombenza virtuale, ponendole a carico dell'amministrazione qualora la sua condotta abbia reso necessaria l'instaurazione del giudizio.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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