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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40603/2022 del 27/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge (art. 187, comma 1-bis Codice della Strada) per avere il Gip applicato la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente anziché la revoca obbligatoria del titolo di guida, prevista quando la guida in stato di alterazione da sostanze stupefacenti abbia provocato un incidente stradale. Il Procuratore Generale ha chiesto l'annullamento della statuizione sulla sospensione e la sostituzione con la revoca della patente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio la parte di sentenza che disponeva la sospensione della patente per un anno. Ha disposto direttamente la revoca della patente di guida nei confronti di Di Chiacchio Antonio, ritenendo la revoca obbligatoria nell'ipotesi aggravata di guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti con incidente, anche quando il giudice penale riconosca circostanze attenuanti o abbia bilanciato la pena nell'ambito del patteggiamento ex art. 444 c.p.p.; inoltre la sanzione amministrativa accessoria essendo obbligatoria non è compresa nel patto e può essere applicata dalla Corte.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 - Codice della Strada, art. 187

    art. 187, comma 1 e comma 1-bis

    L'art.187 comma 1 punisce la guida in stato di alterazione per uso di sostanze stupefacenti; il comma 1-bis prevede un'aggravante quando la guida alterata abbia cagionato un incidente stradale e impone la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente. La Corte interpreta tale previsione come obbligatoria e non derogabile anche se il giudice riconosce circostanze attenuanti o nell'ambito del patteggiamento.

  • Codice di procedura penale, art. 444

    L'applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento) non esclude l'obbligo di applicare sanzioni amministrative accessorie previste dalla legge quando siano obbligatorie; tali sanzioni non rientrano nel patto e non sono suscettibili di valutazione discrezionale di merito nel senso di essere sostituite con altro provvedimento.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Sez.4, n. 8491 del 03/03/2022 (Rv. 282794 - 01)

    Precedente richiamato che afferma il principio secondo cui la revoca della patente è obbligatoria quando la guida in stato di ebbrezza o alterazione per sostanze stupefacenti abbia causato un incidente, indipendentemente dal riconoscimento di attenuanti nel bilanciamento delle circostanze.

Massime di principio

  • La revoca della patente è obbligatoria quando la guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti ha cagionato un incidente; tale obbligo sussiste anche se il giudice riconosce attenuanti o bilancia la pena.
  • Le sanzioni amministrative accessorie obbligatorie previste dalla legge non rientrano nel patteggiamento ex art. 444 c.p.p. e non possono essere sostituite o eliminate per effetto dell'accordo tra le parti.
  • La Corte di Cassazione, se ritiene corretta l'applicazione della pena ma rileva omissioni sull'applicazione di sanzioni amministrative obbligatorie, può annullare senza rinvio la parte della sentenza relativa all'accessorio e disporre direttamente la sanzione obbligatoria.
  • Nei procedimenti penali che coinvolgono condotte di particolare allarme sociale (es. guida sotto droghe con incidente), il giudice deve separare la valutazione della pena principale dagli obblighi di legge relativi alle sanzioni amministrative accessorie.

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