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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14534/2023 del 05/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Pubblico Ministero impugnava l'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che aveva annullato l'ordinanza del G.I.P. che aveva applicato la misura interdittiva di un anno dalla conduzione di attività di impresa agricola a carico della Lombardo. Il ricorso deduceva erronea applicazione della legge penale e manifesta illogicità della motivazione, sostenendo che il Tribunale aveva ritenuto erroneamente che la titolarità formale di rapporti contrattuali (affitto, preliminare di compravendita e autorizzazione a presentare domanda unica PAC) potesse legittimare la richiesta dei contributi PAC anche se la detenzione materiale dei terreni fosse esercitata de facto da un terzo. Il PM richiamava il Regolamento UE n. 1307/2013 (considerando 10 e 11, art. 4 lett. c), art. 9 par.1), il decreto ministeriale 7 giugno 2018 e indicazioni AGEA sulla condizionalità per sostenere che i requisiti di disponibilità effettiva del fondo e di attività agricola minima erano richiesti per l'accesso ai contributi.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di interesse ad impugnare (assenza di pregiudizio concreto) e manifestamente infondato. Ha ritenuto che il Pubblico Ministero si fosse limitato a proporre una diversa interpretazione giuridica senza dimostrare un concreto interesse o una lesione eliminabile con la riforma. Inoltre, sul merito la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia motivato adeguatamente sia sull'insussistenza della gravità indiziaria sia sull'assenza delle esigenze cautelari (elemento non censurato dal PM). Quanto alla disponibilità del fondo, la Corte ha ritenuto che gli elementi contrattuali prodotti (contratto preliminare di compravendita, contratto di affitto e autorizzazione a presentare domanda PAC) configuravano una titolarità formale idonea a legittimare la richiesta dei contributi in assenza di prove chiare e univoche dello spossessamento o di artifici; pertanto la motivazione del Tribunale non è apparsa censurabile.

Norme richiamate

  • Regolamento UE n. 1307/2013

    considerando 10 e 11; art. 4; lett. c); art. 9 par. 1

    Il ricorrente invocava il regolamento per sostenere che per accedere ai contributi PAC è richiesta la disponibilità effettiva del fondo e il requisito dell'attività agricola; la Corte tuttavia ha ritenuto che l'esistenza di titoli contrattuali formali (affitto, preliminare, autorizzazione) può essere sufficiente in assenza di prove univoche di spossessamento.

  • Decreto ministeriale 7 giugno 2018

    Richiamato dal PM in relazione ai requisiti di mantenimento della superficie agricola e attività minima; la Corte ha ritenuto che l'applicazione del decreto richiede valutazione fattuale specifica e non è stata dimostrata dall'impugnante l'assenza dei requisiti nel caso concreto.

  • Indicazioni AGEA sulla condizionalità

    Usate dal PM per sostenere l'insussistenza dei requisiti di condizionalità in caso di mancata disponibilità effettiva; la Corte ha ritenuto che tali indicazioni non bastavano, senza elementi probatori concreti sullo spossessamento.

  • Cass. civ. n. 7633/2016

    La Corte richiamava il principio secondo cui il contratto di affitto di fondi rustici produce effetti anche indipendentemente dal diritto di proprietà del concedente, purché questi abbia la disponibilità del bene; principio usato per valutare la rilevanza dei titoli formali prodotti nel caso.

Massime di principio

  • Il Pubblico Ministero ha interesse ad impugnare solo se dimostra un pregiudizio concreto eliminabile con la riforma: mere censure di ordine interpretativo prive di danno concreto sono inammissibili.
  • La revoca di misure cautelari/dispositive può fondarsi sia sull'insussistenza della gravità indiziaria sia sull'assenza di esigenze cautelari; il ricorrente deve contestare specificamente questi profili per essere ricevuto in Cassazione.
  • Nel settore dei contributi agricoli (PAC) la titolarità formale (contratto di affitto, preliminare di vendita, autorizzazione a presentare domanda) può legittimare la richiesta dei contributi in assenza di prove chiare e univoche di spossessamento materiale o di frode.
  • Per contestare l'idoneità di titoli formali a legittimare la percezione di contributi è necessario provare in modo specifico e convincente l'assenza di disponibilità materiale del fondo (es. evidenze di detenzione esclusiva da parte di terzi, artifici comprovati, documentazione contraddittoria).
  • Richiami normativi (Regolamento UE, decreti ministeriali, linee AGEA) devono essere collegati concretamente ai fatti: la mera citazione normativa senza applicazione fattuale dettagliata è insufficiente in sede di impugnazione.

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