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Cassazione Penale, Ordinanza n. 23875/2025 del 26/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

La decisione riguarda un’istanza di esecuzione volta a ottenere il riconoscimento del vincolo della continuazione ex art. 671 c.p.p. tra reati per i quali il medesimo soggetto era stato condannato con tre diverse sentenze. Il giudice dell’esecuzione ha escluso la continuazione ritenendo non dimostrata l’ideazione unitaria: ha valorizzato l’eterogeneità tra la condotta associativa oggetto di una prima sentenza e le successive condotte di violenza, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e di violazione del codice della strada, commesse a distanza di oltre tre anni; ha inoltre rilevato uno iato temporale di circa nove mesi tra i due episodi residui e la loro natura estemporanea, poiché determinati da interventi delle forze dell’ordine non preventivabili. Nel ricorso si deduceva, in sostanza, che tali fatti sarebbero stati comunque avvinti da un medesimo disegno criminoso; la Corte di cassazione rileva però che le censure erano confutative, generiche e anche imprecise, poiché richiamavano fattispecie di rapina non pertinenti al caso.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la motivazione del giudice dell’esecuzione fosse congrua e conforme ai principi consolidati sulla continuazione in executivis, e che le doglianze del ricorrente non scalfissero l’accertamento di merito circa l’assenza di un programma criminoso unitario. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, non emergendo elementi per escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 671 c.p.p.

    La continuazione in sede esecutiva richiede la verifica di un programma criminoso unitario originariamente concepito, non essendo sufficiente la mera reiterazione di condotte illecite o la presenza di alcuni indici isolati.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e, salvo assenza di colpa nella causa di inammissibilità, a una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva presuppone che i reati siano stati concepiti ed eseguiti nell’ambito di un unico disegno criminoso, già programmato nelle linee essenziali al momento del primo reato.
  • La verifica della continuazione non può fondarsi su meri indici presuntivi o congetturali: occorrono concreti elementi sintomatici quali omogeneità delle violazioni, contiguità spazio-temporale, modalità della condotta e sistematicità, valutati nel loro complesso.
  • Non è necessario che tutti gli indici della continuazione concorrano simultaneamente, ma quelli valorizzati devono essere significativi e idonei a dimostrare l’unitarietà del progetto criminoso.
  • Quando il giudice di merito esclude la continuazione con motivazione adeguata, congrua e priva di vizi logici o travisamenti, l’accertamento è insindacabile in cassazione.
  • Censure meramente confutative, generiche o riferite a fatti diversi da quelli oggetto del procedimento non sono idonee a scardinare la decisione impugnata.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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